Al vertice di Ankara, fuoco e fiamme di Trump contro tutti: la Nato, l’Iran, gli alleati e ancora la Meloni. Altro che distensione

mercoledì, 8 Luglio 2026
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Rutte

Il buongiorno si vede dal mattino. Donald Trump non aspetta che il sole di mezza mattinata infiammi Ankara per rendere subito caldissima la discussione al vertice del Nato durante il suo incontro con Mark Rutte, segretario generale della Nato. «Giorgia Meloni mi piace, ma per noi non c’è stata. Italia pessima sulle basi militari. Così come non ci sono state Francia, Gran Bretagna e Germania». Sulla Spagna rincara la dose: «Non voglio fare alcun accordo commerciale con la Spagna: è un partner terribile all’interno della Nato e non partecipa, non paga. È una causa persa. Voglio tagliare ogni rapporto commerciale con la Spagna, incluse le visite. Madrid ha trattato il segretario generale della Nato Rutte in modo terribile. Invece è un brav’uomo, sta facendo un ottimo lavoro».

Finito il cahiers de doléances? Nemmeno per sogno: «Non sono contento della Nato per quello che hanno fatto con la Groenlandia e perché non ci hanno voluto aiutare con quello che è lo Stato numero uno per sostegno al terrorismo, che è l’Iran. Quando abbiamo detto che potevamo esserci per loro e loro potevano esserci per noi, abbiamo speso miliardi di dollari per proteggere questi Paesi dalla Russia. E questo non ha nulla a che fare con noi perché abbiamo un oceano in mezzo. Siamo stati trattati in maniera ingiusta, abbiamo pagato molto di più. C’è stato un momento in cui praticamente pagavamo il 100% e gli altri Paesi non pagavano nulla»

Infine, si fa per dire, ha attaccato l’Iran definendolo malato e bugiardo. «Il cessate il fuoco è finito. Trump ha ricordato la repressione interna in Iran, con le migliaia di persone uccise. Sono persone pessime. Non voglio sprecare il mio tempo, se i negoziatori vogliono continuare a parlare… ma a me loro non piacciono».

Se le premesse della giornata sono queste c’è da aspettarsi parecchie sorprese.  Il tycoon parlerà a fine summit, preceduto dalle dichiarazioni del segretario della Nato Mark Rutte e dalla conferenza stampa dei leader.

Dopo il confronto del primo giorno Rutte ha cercato di sgomberare il campo da equivoci velenosi che si sono si sono rincorsi nella vigilia. «Gli Stati Uniti sono pienamente impegnati nella Nato – detto Rutte in merito alle critiche rivolte all’organizzazione dal presidente americano Donald Trump. C’è un impegno totale nei confronti della Nato, ma ci sono anche delle aspettative», ha aggiunto, riferendosi alle insistenti richieste di Trump affinché i Paesi europei e il Canada aumentino in modo significativo le proprie spese per difesa e sicurezza.

«Il presidente Trump è finalmente riuscito a realizzare ciò che i presidenti americani, a partire da Eisenhower, hanno cercato di fare, ovvero pareggiare la spesa per la difesa tra Europa e Stati Uniti – ha aggiunto Rutte – e questo sta avvenendo ora. Su questa traiettoria: il 5% per gli alleati europei, il 4% quest’anno, il che è straordinario. Naturalmente, non solo grazie al presidente Trump, ma anche a causa della minaccia russa. Ma è una questione di attuazione. Il presidente Trump ha incoraggiato gli alleati europei e il Canada a farlo, anzi li ha aiutati, e questo, credo, è assolutamente importante. Quindi una Nato molto più forte, un’Europa molto più forte all’interno di una Nato più forte. E poi, mi aspetto anche che oggi gli alleati discutano dell’Iran».

Si è parlato naturalmente anche della Russia e dei nuovi pesantissimi attacchi sull’Ucraina. Secondo il premier finlandese Alexander Stubb la Russia non metterà fine a questa guerra a causa delle difficoltà economiche. «La Russia non metterà fine a questa guerra a causa delle perdite subite dai soldati russi, ma metterà fine a questa guerra e inizierà a negoziare se percepirà che l’opinione pubblica russa si sta rivoltando contro la guerra. Ed è proprio quello che stiamo vedendo in questo momento. Quindi il mio messaggio è: continuiamo a esercitare pressione per arrivare al tavolo dei negoziati»

Anche la premier Meloni ha voluto incontrare il presidente Volodymyr Zelensky per ribadirgli il pieno e duraturo sostegno dell’Italia. La Meloni ha inoltre confermato la prosecuzione dell’assistenza italiana alla popolazione ucraina, con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche, duramente colpite dagli attacchi russi. Poi, sollecitata ancora una volta sul caso-Trump, ha replicato piuttosto freddina: «Con lui rapporti cordiali…».

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