REMIGRAZIONE. Parola tanto demonizzata dalla sinistra.
PRIMA E SECONDA DOMANDA: in realtà CHE COSA E’ E COME SI APPLICA?
Domande a cui la sinistra non vuole che ci siano risposte (avendo bollato l’argomento in modo ideologico), e a cui certa destra, succube del pensiero unico, non sa rispondere in modo soddisfacente.
Sostanzialmente vuol dire “rimandare a casa gli immigrati irregolari, quelli ritenuti tali e quelli che si macchiano di reati”.
COME? Ad esempio, ECCO LA MIA IDEA ALTERNATIVA, affiancando ai CENTRI DI ACCOGLIENZA dei CENTRI DI PARTENZA, facendo una cernita alla fonte, applicando un concetto molto caro alle élite culturali del nostro paese: la lo ius culturae con paletto alto e percorso formativo.
In questo modo la remigrazione diventerà semplice e praticabile.
TERZA DOMANDA. L’obiezione facile: i centri di partenza costano? Il Percorso formativo costa?
RISPOSTA. Nulla in confronto al risparmio per acquisizione di risorse qualificate e nulla riguardo ad una crescita di sistema.
Ben venga quindi, una REMIGRAZIONE con INTEGRAZIONE. In questo modo verrà affrontato anche iI problema sicurezza; perché inevitabilmente aumenteranno i meccanismi di controllo.
ULTIMA DOMANDA: perché io italiano per accedere al mondo del lavoro deve studiare, fare concorsi e gli immigrati no??????
RISPOSTA. Si può applicare il metodo del concorso per diplomatico …. se l ‘immigrato al netto di una valutazione iniziale, non supera due o tre prove, viene rimandato a casa per sempre …. e in pratica, esame di accesso diluito nel tempo, linguistico e non solo, sul modello delle nazioni evolute.
PRENDERE O LASCIARE.
Di Gian Piero Covelli



