Ceuta, l’allarme un per nuovo assalto corre sui social. Pressing tra Ue e Marocco 

mercoledì, 5 Agosto 2026
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La paura scorre sui social di mezzo mondo e come un tam tam arriva fino alle scrivanie della Commissione Europea. Torna infatti lo spettro di un assalto di massa a Ceuta. Sui social network sta circolando un appello a organizzare un nuovo ingresso forzato nell’enclave spagnola per il 15 agosto. Data simbolo nel cuore dell’estate europea e mondiale, l’allerta arriva mentre Bruxelles intensifica i contatti con Rabat per disinnescare la crisi. A lanciare l’allarme è la circolazione di messaggi e video che invitano a ripetere quanto accaduto nelle scorse settimane, quando migliaia di persone hanno varcato a nuoto e a piedi la frontiera. La data indicata è quella di Ferragosto, giorno di massima affluenza sulle coste. La presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, ha definito inaccettabili le immagini arrivate da Ceuta e ha ribadito: “Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”. Bruxelles ha attivato il canale diplomatico con il Marocco. La commissaria Dubravka Suica è in contatto con la controparte marocchina e Von der Leyen si dice fiduciosa che la stretta collaborazione contribuirà a risultati concreti. Sul terreno la Spagna ha già rafforzato i controlli. Dopo gli 8 mila ingressi irregolari registrati in 48 ore nel precedente assalto, l’esercito vigila le spiagge di El Tarajal. La Croce Rossa segnala l’arrivo di famiglie intere, anche con bambini piccoli e una situazione mai affrontata prima. Anche la Chiesa locale lancia un appello: i Vescovi chiedono di non sfruttare le legittime aspirazioni dei migranti a fini politici e invitano a pregare. L’appello del 15 agosto è la dimostrazione di come i social siano diventati la nuova frontiera dei flussi migratori. Non servono più solo i trafficanti: basta un post virale per mobilitare centinaia di persone e mettere in crisi un confine europeo.Ceuta è il punto di rottura perfetto. È territorio Ue, ma è circondato dal Marocco. E il Marocco resta l’unica vera “valvola” in mano all’Europa. Per questo la Von der Leyen corre a Rabat: senza cooperazione marocchina ogni barriera, anche alta 10 metri, diventa carta. Il rischio è doppio. Umanitario: altri tentativi di massa significano morti, feriti e famiglie in mezzo al mare. Politico: ogni nuovo assalto alimenta lo scontro tra governi Ue e dà fiato a chi vuole una fortezza Europa a ogni costo. L’UE ha due settimane per evitare il peggio. Se il 15 agosto Ceuta reggerà sarà solo perché Rabat avrà bloccato le partenze. Se non reggerà, l’Europa dovrà ammettere che senza una politica comune di gestione e redistribuzione, i confini si difendono a colpi di TikTok, non certo nelle sedi di Bruxelles.

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