Migranti, Piantedosi: «Tra noi e la Germania nessuna tensione». Ma sullo sfondo c’è la grande partita elettorale

giovedì, 13 Agosto 2026
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Sui migranti, tra Italia e Germania non c’è alcun braccio di ferro, come si affrettano a chiarire Roma e Berlino, ma c’è il rischio concreto che si possa aprire una crisetta diplomatica tra i due paesi. I recenti fatti di Ceuta, l’exclave spagnola in territorio africano letteralmente invasa dai migranti tra il 30 e il 31 luglio, hanno riacceso tensioni tra partner europei in tema di flussi migratori.   

Ci pensa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a chiarire la posizione italiana: «Con la Germania, come del resto con la Spagna, abbiamo un rapporto di eccellente collaborazione. La materia dell’immigrazione – afferma il titolare del Viminale – viaggia su un duplice binario: l’affermazione di regole europee da una parte e la tutela degli interessi nazionali. Nel mezzo ci sono questi confronti. Noi riteniamo che tutto quello che riguarda i cosiddetti “dublinanti” (i richiedenti asilo che si spostano dal Paese di primo approdo e, scoperti, sono qui riportati), quindi la vecchia regola per cui i Paesi di primo approdo sono competenti ad assistere i richiedenti protezioni internazionali, sia stato oggetto di un accordo con la Germania che ha di fatto azzerato i numeri precedenti e queste persone che si è detto che possano essere oggetto di trasferimento rientrano in questi numeri pregressi. In più riteniamo che, nel ragionamento complessivo che si fa su questo tema, c’è anche il grande tema delle persone che entrano in acque internazionali, a bordo di navi di Ong che battono bandiera tedesca. Comporremo questa questione con l’equilibrio con cui abbiamo sempre caratterizzato i nostri rapporti sinora».

Sull’afflusso continuo di migranti verso l’Europa, Piantedosi si dice convinto che l’unica strada percorribile sia l’approccio pragmatico e coraggioso mostrato da Giorgia Meloni e dalla danese Mette Frederiksen. Una strada che potrebbe portare presto a centri per rimpatri, i “Return Hub”, anche in Africa, si pensa al Congo e al Ruanda.

Da Berlino, tuttavia, si meravigliano di tanto clamore suscitato in Italia per la decisione di rispedire in Italia i migranti arrivati in Germania: «Francamente siamo un po’ sorpresi dal clamore emerso in Italia in merito alle notizie sulle espulsioni della Germania verso l’Italia dei dublinanti – dice il portavoce del ministero dell’Interno – Germania e Italia vantano una lunga storia di proficua cooperazione in materia di politica migratoria e, soprattutto, sull’attuazione del sistema europeo comune di asilo. Esistono anche accordi bilaterali tra i due Paesi. Per noi è sempre stato chiaro che un sistema di Dublino funzionante è un prerequisito per il successo del sistema europeo comune di asilo. Come ministero federale dell’Interno, abbiamo lavorato duramente in seno all’Ue per garantire che il sistema di Dublino torni a funzionare correttamente. Ciò include procedure di trasferimento vincolanti e pratiche per tutti gli Stati membri e un quadro giuridico più dettagliato per i trasferimenti volontari come forma di trasferimento efficiente e non burocratica. Ciò significa che i trasferimenti di dublinanti verso l’Italia riprenderanno».

Intanto i servizi segreti di mezza Europa stanno monitorando i movimenti intorno a Ceuta considerando la nuova ondata di migranti prevista per Ferragosto. In Italia sono attendisti ricordando che la sospensione di Schengen scadrebbe a fine mese e sottolineano che la possibilità che ci siano infiltrazioni terroristiche è un rischio oggettivo.

Va detto che intorno alla scottante questione dei migranti, si giocano le grandi partite elettorali come quella della reputazione del governo socialista spagnolo, in crisi di consensi; le elezioni politiche in Italia, con il governo Meloni stretto a tenaglia da opposizione e Futuro nazionale del generale Vannacci e, soprattutto, il rinnovo del parlamento statale in Sassonia-Anhalt, in Germania, il 6 settembre. Il partito di estrema destra Alternative für Deutschland guida nettamente i sondaggi regionali e punta a un risultato storico.

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