Lega in assetto di guerra, Salvini chiama Fontana: “Diecimila militari in strada”

martedì, 15 Settembre 2026
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Vertice a Palazzo Lombardia e il leader Salvini conferma: “Vogliamo 10mila militari in strada”. Ma sullo sfondo resta la fronda dei nordisti. Una tregua prima di Pontida. Si è tenuto in Regione Lombardia il vertice più atteso per la Lega: da una parte Matteo Salvini, dall’altra il governatore Attilio Fontana. Obiettivo dichiarato: arrivare uniti a domenica 20 settembre sul pratone sacro di Bergamo e trasformarlo nel rilancio del Carroccio. Sul tavolo due dossier. Il primo è politico: la gestione collegiale del partito. Dopo mesi di tensioni con la fronda nordista Fontana, Fedriga, Fugatti e Zaia, Salvini ha messo sul piatto un patto: un manifesto programmatico scritto a più mani e soprattutto rivolto ai governatori nella scelta delle liste per le prossime Politiche. “Condivido le responsabilità quotidiane, ma da segretario”, questa la formula del leader. Niente triumvirati, niente alchimie da pentapartito, ma un palco di Pontida riservato solo agli amministratori del Nord, senza ospiti internazionali. Il secondo dossier è il messaggio da lanciare al Paese. E qui torna la vecchia ricetta leghista, sicurezza prima di tutto. Salvini rilancia la risoluzione già depositata in Parlamento per potenziare l’operazione “Strade Sicure”: da 6.800 a 10mila militari nelle città, con una spesa di 109 milioni l’anno. “61 capoluoghi sono ancora scoperti”, questo è l’argomento principale. Per finanziarla, l’idea di un contributo del 5% sugli utili delle prime dieci banche italiane. A Brugherio, poi, ha aggiunto un altro tassello: affitti a 500 euro per i genitori separati e pensione a 64 anni come bandiera per la manovra 2027. Il tutto condito dallo slogan scelto per Pontida 2026.  Questo vertice milanese è una foto perfetta della Lega di oggi: un partito che prova a fare l’unità mostrando i muscoli. Le prenotazioni dei pullman dal Nord, dicono le cronache, sono dimezzate rispetto al 2025. La base mugugna, i governatori chiedono autonomia, Giorgetti tace ma osserva. Così offre ai nordisti le liste, pur di non discutere la leadership. Dall’altra parte, Fontana e Fedriga sanno che accettare solo posti in lista li farebbe passare per poltronisti. Loro vogliono una linea: più Nord, meno sovranismo romano, più amministrazione e meno slogan anti-immigrazione. E allora ecco la trovata dei 10mila militari in strada. È la sintesi ideale per tenere insieme le due anime: piace ai sindaci leghisti che chiedono più divise per le baby gang e i maranza, piace a Salvini che torna al suo tema della sicurezza, e costa relativamente poco. È un messaggio semplice ma chiaro a livello programmatico: “Vogliamo unità e più militari per le strade”. Pontida, con il suo slogan sembra aver già scelto la strada rivolta alla sicurezza prima di tutto.

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