Ustica, Parigi rompe il silenzio e Roma riapre il caso

martedì, 29 Settembre 2026
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Dopo 46 anni di muri di gomma, rogatorie inascoltate e non possumus, la Francia ha detto sì. Con una nota ufficiale dell’Ambasciata transalpina inviata alla Farnesina, poi girata da Palazzo Chigi al Ministero della Giustizia e infine alla Procura di Roma, Parigi si è detta pronta a consegnare all’Italia tutta la documentazione sulla strage di Ustica. Non sono carte qualsiasi. Il dossier copre dal 27 giugno 1980, notte in cui il DC-9 Itavia IH870 precipitò nel Tirreno con 81 persone a bordo, fino ai primi anni ’90. Dentro ci sarebbero anche documenti del Ministero della Difesa francese, quelli che potrebbero rispondere alle rogatorie inviate per decenni dai pm di Piazzale Clodio e rimaste lettera morta. La svolta arriva alla vigilia dell’udienza chiave: il 30 settembre il gip di Roma dovrà decidere sull’opposizione alla richiesta di archiviazione di due fascicoli, aperti nel 2008 e nel 2022 contro ignoti. Archiviazione a cui si era già opposto il Governo italiano. Ora la Procura, forte della nota francese, è pronta a ritirare quella richiesta e a chiedere nuovi accertamenti. Non è un’ammissione di colpa. Parigi non ammette di aver sparato il missile che, secondo l’ipotesi più accreditata da Cossiga in poi, dalla portaerei Clemenceau avrebbe abbattuto per errore il DC-9 durante un duello con Mig libici. Ma è la prima crepa vera nel muro della NATO. Se quei documenti conterranno tracciati radar, log di volo, ordini operativi del Mediterraneo quella notte, Ustica potrebbe smettere di essere il più grande depistaggio della Repubblica e tornare ad essere quello che è stata c0nsiderata dai più: una strage di Stato ancora senza colpevoli.

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