Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile. A 81 anni li compie domani, 27 ottobre conquista il quarto mandato con il 51,76% al ballottaggio, battendo il senatore Flávio Bolsonaro, figlio di Jair, fermo al 48,24%. È una rimonta che i media brasiliani definiscono senza precedenti. Mai, dal ritorno della democrazia alla fine degli anni ’80, un candidato ha superato al primo turno era riuscito poi a imporsi al secondo. Il 5 ottobre Bolsonaro jr. aveva chiuso al 47,03% contro il 45,16% di Lula, con 2,2 milioni di voti in più. Al ballottaggio Lula ribalta tutto con un margine di 4,3 milioni di voti. Decisivo il calo dell’astensione: dal 21,08% del primo turno al 19,21% del ballottaggio, con più di 128 milioni di brasiliani al voto. Ma la giornata è stata caotica. Il giudice della Corte Suprema Cristiano Zanin ha accolto una richiesta dello staff di Lula e prorogato di 2 ore l’apertura dei seggi in diverse aree per incidenti ai trasporti degli elettori che non riuscivano a raggiungere le destinazioni di voto. La stessa proroga era stata chiesta anche dall’entourage di Bolsonaro per le forti piogge. Concessa alle 17 di domenica, quando in molti seggi le operazioni erano già chiuse. Da lì la contestazione. Flávio Bolsonaro: “Quello che è successo è impossibile, inaccettabile e inspiegabile. Le regole del gioco sono state cambiate mentre la partita era ancora in corso”, puntando il dito contro: “Gli amici di Lula che siedono alla Corte Suprema”. E poi: “È impossibile riconoscere il risultato. Chiederò l’annullamento di queste elezioni non abbandonerò il Brasile”. C’ è rabbia e sdegno da parte degli avversari dellìottantenne presidente più amato dai Brasiliani. E il Brasile è Lula all’unanimità anche con molte difficoltà, il leader al suo quarto mandato esulta: “Lunga vita alla democrazia, non sono stato io a scegliere il Congresso, l’ha scelto il popolo ed è con il popolo che voterò”. La proclamazione ora passa alla Corte Suprema. Intanto i mercati tremano: la Borsa aveva scommesso sulla destra e aveva guadagnato il 7% dopo il primo turno.
Chi è Lula
Luiz Inácio Lula da Silva, nato nel 1945 a Caetés, Pernambuco, figlio di contadini analfabeti, metalmeccanico a San Paolo, sindacalista negli anni della dittatura. Fondatore del PT – Partito dei Lavoratori nel 1980. Tre sconfitte presidenziali (1989, 1994, 1998) prima di vincere nel 2002 e nel 2006, portando 30 milioni di brasiliani fuori dalla povertà con Bolsa Família. Poi la caduta: condannato nel 2017 per corruzione nell’ambito Lava Jato, 580 giorni in carcere, sentenze poi annullate dalla Corte Suprema per vizio procedurale. Nel 2022 batte Jair Bolsonaro padre per 1,8% e torna al Planalto a 77 anni. Oggi a 81 anni si prende il quarto mandato, record assoluto per la democrazia brasiliana. Il suo programma 2026-2030: frenare la crescita del debito senza smantellare i programmi sociali, Amazzonia come asset diplomatico verso UE e COP, neo-industrializzazione verde. Ma dovrà governare con un Congresso che il popolo ha dato in maggioranza alla destra. Questa non è solo una vittoria elettorale. È la fine di un’illusione. E Trump dal canto suo già ha parlato di “metodo Biden” per delegittimare il risultato.



