Egonu. Anti-razzismo strappalacrime a costo zero e vero razzismo. Ecco quale

mercoledì, 19 Ottobre 2022
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C’è qualcosa che non quadra e nello stesso tempo di stucchevole politicamente corretto nelle frasi e negli atteggiamenti della pallavolista azzurra Paola Egonu. E non è la prima volta che accade.

Ben inteso, lei, è una campionessa indiscussa, superiore alla media delle altre atlete. Questo ovviamente, è un giudizio personale, ma riteniamo sia oggettivo e scontato, anche se le vittorie sono sempre collettive, frutto della squadra e della bravura dell’allenatore.
Lei può fare quello che vuole, spostarsi dall’Italia alla Turchia per giocare e guadagnare bene (domanda: da Erdogan non si violano i diritti delle donne? C’è la democrazia laicista? Non pare); può amare chi crede, essere stanca, felice, stressata, tonica etc, ma per favore, basta con la solita solfa strappalacrime del razzismo, come brand per fare la vittima e magari spostare l’attenzione da altre situazioni.

Tutte le star, i personaggi più in vista, quelli che incarnano valori forti e Dna spesso divisivi, sono soggetti, esposti quotidianamente a massacri mediatici, per le loro idee, per ciò che rappresentano, e i messaggi che veicolano. E qui non si salva nessuno: destra, sinistra, gay, cattolici, atei, islamici, no-vax, sì-vax, filo-Putin, anti-Putin.
I leoni da tastiera e pecore nella vita sono tanti e in crescita esponenziale, a causa dei social.
Del resto, l’invidia sociale è la molla millenaria di ogni frustrazione, rivendicazione e lotta di classe. Sia collettiva, sia individuale. Solo che prima della rete-sovrana i giudizi si limitavano ai bar, al chiuso delle case, nei rancori domestici; oggi imperversano ovunque. Dando l’illusione agli anonimi di essere protagonisti.

Se la Egonu si deprime perché le chiedono come mai è italiana, alludendo al colore della pelle e alla sua storia di integrazione, cosa dovrebbero dire i La Russa, falcidiati dall’odio antifascista, o i Fontana, messi al palo perché cattolici, rei di volere la famiglia naturale, essere contro la droga, e amare le identità dei popoli? Che dire degli obesi, dei fragili, dei bassi, dei terroni, dei rosci etc?

La sua tristezza, diventata popolare, dipende solo dal fatto che è sportiva e vincente? E che gioca facile, non solo sul campo, ma culturalmente?
Se infatti, sei di colore e gridi al razzismo, il pensiero unico è con te. Se riveli prima la tua omosessualità, poi il tuo nuovo amore eterosessuale, che sommati fanno mistica della fluidità e della liquidità, il pensiero unico è con te. Se sei contro il pensiero unico, invece, solo silenzio o addirittura condanna, livore ideologico.

Oggi, infatti, un italiano, bianco, cattolico, che non si droga, che è fedele, sta bene nel matrimonio, è un matto, un reazionario, un retrogrado, da emarginare.
E poi, modello-Fedez, o Asia Argento o Ambra, Cirinnà, Boldrini, sono per la gran parte esternazioni a costo zero (è la moda).
La validità e l’onestà delle scelte è quando si paga un prezzo, quando si è veramente controcorrente.

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