Il prossimo 23 gennaio sono previste nella capitale francese manifestazioni a sostegno dei panifici e dell’artigianato.
I fornai marceranno su Parigi? Molto probabile.
Per i francesi l’aumento del prezzo della baguette è un segnale di crisi.
I panificatori accusano lo stato di non sostenerli abbastanza.
Al contrario il governo prende molto sul serio il loro movimento e sta reagendo cercando di dimostrare che non lascerà soli questi commercianti.
E’ ancora vivo ovviamente il ricordo dei “gilet gialli” e la loro protesta iniziata per il prezzo della benzina.
Il primo ministro, Elisabeth Borne, ha annunciato che il governo può coprire il 40% dell’aumento delle bollette elettriche dei fornai e inoltre sta provando a trovare accordi con le compagnie che forniscono energia. I fornai, se vogliono, potranno rescindere gratuitamente i loro contratti.
Il problema è reale e molti panificatori sono stati costretti a chiudere l’attività. Oltre al costo dell’energia il prezzo degli ingredienti per fare il pane, come burro e farina, è alle stelle.
Questa vicenda ha anche altri aspetti. Uno dei fornai più attivi nelle contestazioni è coinvolto in politica. Il suo nome è Frederic Roy e vive e lavora a Nizza.
E’ sostenuto a livello locale da Eric Ciotti, deputato delle Alpi Marittime e dell’Assemblea Nazionale per i “Repubblicani”. Ma chi preoccupa maggiormente il governo a livello nazionale è soprattutto Rassemblement National. Il suo presidente, Jordan Bardella, ha scritto ai fornai di Francia, “La vostra produzione non è solo un bene di consumo, è motivo di orgoglio nazionale” e ha promesso di difenderli. Lo scontro con l’esecutivo Macron è annunciato.
Alla prossima manifestazione parteciperà anche il collettivo detto “La boulangerie à poil”.
Questo gruppo di fornai ha adottato un’originale protesta.
Ha posato senza veli per un calendario.
E se questo fa sorridere i clienti, per questi artigiani è un grido di dolore.
Non è più sopportabile l’aumento dei costi di produzione. “ Non so come faremo.- dicono – Ci siamo spogliati perché finiremo nudi “.
Il calendario costa cinque euro e l’incasso delle vendite sarà devoluto a un’associazione per bambini malati.
In molti paesi il panificio è l’unica attività ancora aperta. Un luogo dove incontrarsi e segno anche di buona salute economica della zona.
E dalla Rivoluzione Francese, tutti i leader riconoscono l’importanza del pane nel governo di un paese, specie in momenti di crisi.
Sofia Barilari



