Molière, come è nata la storia della sua poltrona

lunedì, 20 Febbraio 2023
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Ogni 15 gennaio in ricordo del grande drammaturgo Molière, Parigi espone davanti al celebre teatro Comédie-Française, una gigantesca copia di una poltrona.
Vediamo perché.

350 anni fa, il 17 febbraio 1673, moriva a Parigi Molière.
Autore di celebri commedie e attore a sua volta, ha ispirato opere di famosi scrittori. Può essere definito il precursore del teatro di Carlo Goldoni e il premio Nobel Dario Fo si è dichiarato più volte suo allievo.
Jean-Baptiste Poquelin, questo il vero nome, pare che scelse il suo pseudonimo in onore dello scrittore e poeta François de Molière.

Le sue storie raccontano le varie sfaccettature dell’animo umano. Durante la sua vita aveva avuto modo di osservare sia l’ambiente di provincia e la vivacità dei ceti popolari, sia i figli di nobili e ricchi borghesi suoi compagni al Collège de Clermont, la scuola dei Gesuiti.
Molière intuisce che la sua vocazione è la commedia e già con “Le preziose ridicole”, nel 1659 possiamo dire che nacque il re del teatro francese.
Famosissime e numerose sono le opere di Molière. Solo per citarne alcune: “La scuola dei mariti” e “La scuola delle mogli”,”Tartufo” messa in scena nel maggio del 1664, “L’avaro” scritta tra il 1667 e 1668 e “Il malato immaginario” rappresentata per la prima volta a Parigi al Palais-Royal.

Il 17 febbraio 1673 mentre in scena interpreta, seduto su una poltrona, il ruolo dell’ipocondriaco Argante, Molière si accascia per un malore. Il pubblico ride e applaude pensando che stesse recitando ma purtroppo era tutto reale e poco dopo, a soli 51 anni, morirà.

Questo racconto porta alla storia della poltrona di Molière che anche dopo la sua morte continuò ad essere utilizzata dalla sua compagnia fino al momento dello scioglimento, nel 1680.

Ma il suo utilizzo non finì qui. Con la nascita della Comédie-Française, la poltrona di Molière, trovò una nuova collocazione, il teatro Saint-Germain, l’attuale Odéon.
La poltrona arrivò fino a noi per un caso del destino. Prestata al Théâtre de la République per la messa in scena di una tragedia, scampò all’incendio che nel marzo del 1799 devastò l’Odéon. Così continuò a sopravvivere al suo illustre proprietario e oggi quella poltrona, risalente al XVII secolo, è custodita in una teca di vetro nel foyer de la Comédie Française.​

Un’altra curiosità riguarda una statua di bronzo a lui dedicata.
Alle spalle del Giardino del Palais-Royal c’è una fontana/monumento che lo ritrae seduto sulla sua inseparabile poltrona intento a scrivere un’opera.
In basso ai lati, due statue simboleggiano la Commedia seria e la Commedia leggera.
Finchè fu in vita l’Accademia di Francia non accettò Molière tra i suoi membri, i cosiddetti immortali per i pregiudizi nei confronti della Commedia ritenuta un’arte inferiore rispetto alla Tragedia.
Il riconoscimento arrivò postumo con una statua che riporta incisa la frase ” Nulla mancò alla sua gloria, Egli mancò alla nostra”.

Sofia Barilari

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