USA contro tutti: la NATO si scontra sulle bombe a grappolo

domenica, 16 Luglio 2023
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Le bombe a grappolo sono vietate nel diritto internazionale dalla convenzione di Oslo del 2008, firmata da ben 111 paesi membri dell’ONU tra cui 19 dei 26 aderenti alla NATO. Ovviamente, Stati Uniti, Russia e Ucraina non hanno firmato questa convenzione e sono dunque legittimate a produrre e, in questo caso, utilizzare queste bombe. È dunque questo il motivo per cui la decisione di Washington ha creato la prima vera spaccatura all’interno della NATO dagli inizi della guerra.

Innanzitutto bisogna capire che cosa sono queste bombe e per quale motivo Giorgia Meloni, il premier britannico Rishi Sunak e i ministeri della difesa di Germania e Spagna hanno attaccato duramente la Casa Bianca e la decisione di inviare questi armamenti a Kiev. Il funzionamento di una bomba a grappolo è semplice: una volta esplosa, la bomba si apre e lancia altre bombe di dimensioni ridotte nell’area del bersaglio. Questo metodo è estremamente efficace nel creare danni di grandi dimensioni in un’area altrettanto grande e questa è proprio la tattica che l’Ucraina vuole adottare per ripulire il territorio da mine, carri e personale militare russo. Al momento attuale l’avanzata ucraina procede infatti a rilento e, secondo moltissimi esperti, queste bombe potrebbero rivelarsi fondamentali nel velocizzare la riconquista dei territori occupati. Il problema, gravissimo, di queste bombe è che quasi mai tutte le bombe all’interno dell’ordigno esplodono. Dunque, l’esplosivo può rimanere inesploso e sotterrato per decenni (esattamente come le mine di terra) per poi essere casualmente raccolto da animali, bambini o chiunque lo veda, uccidendoli all’istante. Dunque il dubbio sorge spontaneo: l’Ucraina utilizzerà con coscienza queste armi, ripulendo il territorio qualora, un giorno, riuscisse a riconquistare i territori occupati o ci ritroveremo tra 10 anni a parlare di bombe inesplose ritrovate nelle campagne della regione di Kharkiv?

Comunque, le bombe sono ufficialmente arrivate nella capitale ucraina venerdì 14 luglio, come confermato dal tenente generale Douglas Sims, direttore delle operazioni congiunte dello Stato Maggiore Usa. La Russia ha immediatamente commentato che l’approvvigionamento statunitense di queste bombe mostra la debolezza ucraina, spingendo ancora di più l’acceleratore sulla propaganda anti-occidentale e sulla “vittoria” di Putin nel conflitto fino a questo momento. Questo commento fa certo ridere e riflettere su come, in politica, tutto si dimentichi in fretta. Nemmeno un anno fa infatti le maggiori Organizzazioni Umanitarie denunciavano l’utilizzo da parte dell’esercito russo di bombe a grappolo, che furono però estremamente importanti per l’avanzata degli uomini di Mosca. Le statistiche dell’anno scorso prodotte dal Cluster Munition Report 2022 erano impressionanti: in 5 mesi di utilizzo (febbraio-luglio 2022) le bombe a grappolo russe hanno ucciso almeno 700 civili, oltre a centinaia di militari.

Ad ogni modo, ogni discussione è ormai futile, le bombe a grappolo sono a Kiev e il Dipartimento della Difesa americano è fiero e convinto di questa decisione. A questo punto la speranza è che i benefici di questi armamenti ne superino i rischi, dando un effettivo vantaggio agli uomini di Kiev in un momento di enorme crisi interna, economica, e militare russa.

 

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