Europee 2024. Ecco il ticket Rackete-Zaki. La sinistra ha bisogno di figurine

mercoledì, 26 Luglio 2023
2 minuti di lettura

E’ proprio vero e non è una cosa affrettata, prematura. La campagna acquisti con relativi giochi, per le prossime elezioni europee, è già cominciata.

E la sinistra, come da tradizione consolidata, sceglie sempre a tavolino e con grande anticipo le sue figurine che poi, rispecchiano i target da conquistare o da consolidare. Della serie, ci serve un tecnico, un’icona femminista, un lavoratore, un migrante, uno sportivo, un musicista, un trans, un gay, un volontario, meglio un personaggio che è balzato agli onori della cronaca. Perché la casta rossa fonde scientificamente per principio, visibilità mediatica e messaggio politico.

“Dalla parte delle persone”, recita infatti, lo slogan all’entrata della sede dem di via del Nazareno; ma si potrebbe comodamente ribattezzare: “Dalla parte dei personaggi”.

Ed ecco che, come noto, dal cilindro del casting progressista tedesco è spuntato il nome di Carola Rackete. Del resto, sconfitta dalla magistratura italiana, non potendo procedere contro Matteo Salvini per diffamazione aggravata (l’aveva definita “sbruffoncella che fa politica sulla pelle dei migranti” e “ricca tedesca fuorilegge”), è sicuro che avrebbe trasformato l’aula del Tribunale in una kermesse elettorale, ha pensato bene di ripiegare annunciando la sua discesa in campo. Una decisione perfettamente coerente con la sua vocazione religiosa: salvare il mondo, il pianeta, violando pure le regole. Non dimentichiamo che nelle vesti di capitana della Sea Watch forzò il blocco a Lampedusa imposto proprio dal leader della Lega quando era ministro dell’Interno. E con quale comunicazione ha ufficializzato la sua candidatura? “A Bruxelles sarò come un cane da guardia. Mi candido contro i nuovi fascisti. Lotterò su ambiente e migranti”. Parole tutto un programma.

Ma pure l’evidenza della deriva messianica della sinistra: pensa alla fine del mondo, non alla fine del mese, ha la paranoia del fascismo, ed è ridotta a fare il cane da guardia della Ue ossia, delle lobby finanziarie, economiche, bancarie, verdi e sanitarie.

Un altro salvatore del mondo è Patrick Zaki, che con enorme fatica ha dovuto ammettere i meriti del governo di destra circa la sua liberazione.

Altro scandalo: la destra che tutela di fatto i diritti civili e la sinistra che invece, chiacchiera, fa sociologia, si limita alla pedagogia, alternando “Aventini” da superiorità etica e bacchettate ideologiche da processo di Norimberga. Tradotto, la totale improduttività politica nazionale e internazionale.

Ma in quanto a narrazione astratta è imbattibile.

Vogliamo scommettere che il simbolo dei diritti umani sarà candidato della sinistra nostrana, eternamente alla ricerca di un papa straniero (meglio giovane)?

Nel non voler accettare il volo di Stato (avrebbe dovuto stringere la mano alla Meloni e Tajani), nel non ringraziare subito il governo, nel non accennare alla efficace azione diplomatica delle nostre istituzioni, c’è stato tutto lo Zaki prossimo politico, non più il perseguitato dalla giustizia e la vittima del regime egiziano.

Pare che il Pd stia lavorando per facilitargli la concessione della cittadinanza italiana, requisito indispensabile per presentarsi al voto del 2024. Intanto, sarà ospite d’onore modello-madonna pellegrina nelle feste dell’Unità.

Pensate che bello: un ticket Rackete-Zaki. E a destra vissero felici e contenti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.