L’hanno ribattezzata la svolta a sinistra del governo.
Il decreto approvato dal Cdm che introduce il prelievo sugli extraprofitti delle banche, a detta degli analisti altro non è che la risposta all’accusa giunta dall’opposizione di aver di fatto aggredito i poveri togliendo il reddito di cittadinanza.
Del resto la misura è stata invocata per anni dal Movimento 5Stelle che ieri non ha potuto fare altro che sostenere la decisione dell’esecutivo. Anche dal Pd non c’è stata alcuna levata di scudi, dal momento che a caldeggiare questo intervento è stata qualche mese fa la Cgil di Landini.
Insomma, il messaggio è chiaro: a chi a sinistra urla contro l’abolizione del reddito di cittadinanza accusando il governo di voler affamare i poveri, ecco arrivata la risposta di destra sociale. E che l’iniziativa sia da interpretare come un chiaro segnale politico, lo evidenzia chiaramente il fatto che è stata approvata dal Cdm a sorpresa, ovvero senza che fosse stata preventivamente inserita all’ordine del giorno.
Si parla di un ritrovato asse Meloni-Salvini che, stando ad indiscrezioni giornalistiche, avrebbe infastidito non poco il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti; che dopo aver disertato la conferenza stampa in cui Salvini stesso ha annunciato la tassazione, nelle ultime ore per mettere a tacere le voci di disaccordi con la premier si è detto d’accordo con il provvedimento intervenendo ad un vertice del partito. Anche se è stata l’ala dura del Carroccio, quella rappresentata da Claudio Borghi, ad esultare di più.
Neanche Forza Italia sembrerebbe aver troppo gradito questo “colpo d’estate” e soprattutto l’ala liberale sarebbe molto insoddisfatta; ma il neo segretario Tajani, e specialmente il capogruppo alla Camera Barelli, hanno cercato di sfruttare la situazione a proprio vantaggio annunciando correttivi in Parlamento per fare in modo che le risorse ricavate siano investite sul taglio delle tasse e nel sostegno a famiglie e imprese; storico mantra dei forzisti, che di fronte ai sondaggi sempre più sfavorevoli sentono di dover rilanciare le battaglie storiche del partito in vista delle prossime elezioni europee dove non ci sarà più l’effetto Berlusconi a fare la differenza.
Non solo, le polemiche che si sono sollevate dal mondo bancario e finanziario, lungi dallo spaventare il governo, stanno invece fornendo proprio a Salvini il pretesto utile per rivendicare la bontà del provvedimento, certo che un braccio di ferro con le banche in questo momento torni molto utile proprio alla Lega per risalire la china, come i sondaggi sembrerebbero confermare, e incrementare i consensi in vista delle elezioni europee.
Insomma, tutto pare studiato a tavolino per mettere a tacere la sinistra e rilanciare la politica sociale del governo. Il primo obiettivo sembra essere stato raggiunto, il secondo si vedrà.



