Abbiamo raccontato di come Forza Italia stia tentando un’opa ostile nei confronti della Lega al Nord (CLICCA QUI) con il passaggio di amministratori regionali e comunali e di ex parlamentari e dirigenti dal Carroccio al partito azzurro.
Colpa soprattutto della recuperata svolta sovranista di Salvini che non piace agli autonomisti settentrionali.
Ma è soprattutto in Veneto che si gioca la partita decisiva. Le elezioni regionali ci saranno soltanto nel 2025 eppure sembra che la campagna elettorale si sia già aperta con un anno e mezzo di anticipo. Obiettivo, bloccare un altro mandato di Luca Zaia e ottenere la candidatura di Flavio Tosi, ex sindaco di Verona e nemico giurato del governatore leghista.
Forza Italia ha già dichiarato guerra a Zaia invocando il limite di mandato (Zaia è al terzo), e il diretto interessato di rimbalzo ha risposto che si tratta di una “sciocchezza””. Di mollare la guida del Veneto non ne vuole sapere e ancora meno intende farlo per lasciare campo libero a Tosi.
I due si sono già scontrati alle elezioni comunali di Verona, conquistata dal PD proprio grazie alle divisioni nel centrodestra. Tosi infatti si è candidato contro il sindaco uscente Sboarina di Fratelli d’Italia dicendosi poi disponibile ad un apparentamento al ballottaggio per ricompattare lo schieramento. E qui è entrato in gioco Zaia che si è messo di traverso, mettendo Sboarina nella condizione di rifiutare l’offerta di accordo dell’ ex leghista passato a Forza Italia, nonostante i tentativi di Salvini di favorire la riunificazione del centrodestra. Alla fine il PD ha vinto nella città roccaforte della destra e sono partite le accuse reciproche proprio fra Zaia e Tosi. Due figure che difficilmente potranno convivere sotto lo stesso tetto.
Un banco di prova importante saranno le prossime elezioni europee dove Forza Italia spera nel sorpasso sulla Lega in modo tale da poter rivendicare la presidenza della Regione l’anno dopo con la forza dei numeri. La “campagna acquisti” che gli azzurri starebbero portando avanti proprio in Veneto con la regia dello stesso Tosi, sarebbe propedeutica proprio a superare elettoralmente il Carroccio. Ma Tosi pare pronto a scendere comunque in campo e a sfidare Zaia se questi dovesse puntare i piedi su un altro mandato.
Ma se dopo le europee Salvini riuscirà a rimanere al timone del partito, non è escluso che possa avere tutto l’interesse a liberarsi della leadership ingombrante di Zaia che è oggi il più forte antagonista del segretario dentro la Lega. A Tosi quindi potrebbe arrivare la mano tesa dello stesso Salvini. Del resto già alle comunali di Verona i due si trovarono d’accordo contro Zaia nell’ andare uniti al ballottaggio, ma il governatore ebbe la meglio e riuscì a sbarrare la strada all’ ingresso di Tosi.
I giochi quindi sono aperti come anche tutte le strategie. Naturalmente quelle di oggi sono soltanto ipotesi che potrebbero essere spazzate via alle prossime europee in base al risultati e agli equilibri che il voto delineerà nello schieramento di centrodestra. Ma intanto c’è di certo l’assedio degli azzurri al Carroccio e l’attenzione eccessiva che i forzisti stanno concentrando proprio sul Veneto con un vero e proprio fuoco concentrico nei confronti soprattutto di Zaia. Sia a colpi di regolamento, con il tentativo di imporre lo stop con il limite al mandato, sia a colpi politici con lo scippo di amministratori e quadri dirigenti. Il finale sarà tutto da capire e scrivere



