Caso Austin, eterogenesi democratica. Ecco perché il “mostro Trump” vince

mercoledì, 10 Gennaio 2024
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Quando si interpella il popolo, senza manipolazioni dall’alto, campagne terroristiche e terrorizzanti, come abbiamo visto e subìto al tempo del Covid e della guerra (ma potremmo parlare anche della Green Economy, del cambiamento climatico, dell’elettrico, dell’euro e di molto altro), e non si tratta solo delle elezioni, il popolo va nettamente in controtendenza rispetto alle direzioni obbligate di marcia, che il sistema mediatico, il potere, le lobby economiche, politiche e culturali (in prevalenza di sinistra), impongono o vorrebbero imporre.

E ciò che indigna, sconcerta, destabilizza i sacerdoti, i soloni e gli ascari del pensiero unico liberal o radical, è che nonostante le pianificate e scientifiche demonizzazioni il consenso dei loro avversari, dei nemici per definizione, dei capri espiatori prescelti, cresce. E’ l’eterogenesi della democrazia.

Così è ed è stato per la Meloni, per Vannacci, per Putin e per Trump. Giusto per parlare dei casi più eclatanti che danno tanto fastidio. Non per collegarli organicamente, essendo differenti, ma come vittime sacrificali dello stesso processo di Norimberga del politicamente corretto dominante (altro che epurazioni della destra di governo), in tv e nei giornaloni che ancora contano (per poco).
La domanda alla quale osservatori, politologi, esperti e cronisti di grido e di carriera ereditata per appartenenza, non sanno rispondere è proprio questa.

Entrando nel particolare di qualche giorno fa, perché il gradimento dell’odiato, golpista, fascista, populista, sessista Trump aumenta? E’ solo questione di abile vittimismo (la medesima accusa rivolta alla nostra premier)?
Perché il tycoon è premiato dai cittadini, tanto che risulta nettamente in testa nei sondaggi, in vista delle prossime primarie, rispetto ai suoi competitor repubblicani e rispetto al catafalco Biden, malgrado ogni tentativo di azzopparlo giuridicamente, legalmente, economicamente, fiscalmente, moralmente, antropologicamente?
Anziché interrogarsi sulle ragioni di tale considerata assurdità, di tale mistero democratico, attribuito alla disinformazione, alle fake news, alla regressione degli americani, all’egoismo e alla moderna mancanza di maturità democratica, bisognerebbe approfondire un altro aspetto.

Non sarà che la maggior parte degli americani condivide proprio Trump, e pensa che la sua politica (economica, estera, sull’immigrazione) sia stata buona, e il cosiddetto assalto a Capitol Hill, sia stato legittimo e giustificato? Tradotto, popolo contro casta, giustizia contro regime, libertà contro establishment, democrazia contro risultati del voto taroccati etc. Del resto, i dati parlano chiaro: il 54% dei repubblicani lo assolve da quell’azione.

E’ la fine della vecchia democrazia Usa diventata autocrazia bloccata ed elitaria, e l’inizio di una nuova democrazia dal basso? E’ evidente che ciò spaventi i vertici storici americani.
Ed è significativo che la sinistra italiana ed europea, nel cui Dna ci sono le rivoluzioni russe e francesi, quando a farle è la destra, parlino di colpo di Stato e si comportino esattamente come Nicola II e Luigi XVI. Una legalità al servizio dello status quo.

A questo punto, col voto Usa incombente, non sappiamo cosa farà Biden di fronte a tali numeri del suo antagonista e al suo declino politico e fisico. Una cosa è certa: sta implodendo in modo devastante. L’ultima notizia, la perdita di consensi tra gli afro-americani. E il recente caso Austin (il segretario della Difesa, ricoverato per complicazioni dovute ad un intervento chirurgico, senza avvertire la Casa Bianca), è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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