Superbonus, c’è l’ok del Senato con la fiducia. E’ stato approvato con 101 sì, 64 no, nessun astenuto. Con il rimborso fiscale in dieci anni e non più in quattro, i beneficiari di questa agevolazione, che l’anno prossimo scenderà dal 70% al 65%, vedranno assottigliato il proprio vantaggio. Per quanto riguarda gli altri bonus casa, saranno pochi i contribuenti che ancora potranno usufruire della cessione del credito.
“Non si possono approvare norme con effetto retroattivo” ma “nessuno scontro nel governo” ha dichiarato subito dopo l’ok il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani. Insomma tutti d’accordo a ristringere le concessioni. Ora basta. E anche per Calenda, pur all’opposizione, “ogni volta che si sceglie la strada della mancia, alla fine i conti bisogna farli”. Insomma per lui è morto il figlio di quell’ansia di trovare risorse “per conquistare il consenso elettorale. Ma soprattutto il figlio anche di incompetenza e approssimazione”.
E la differenza di guadagno è presto che spiegata da Il Corriere della Sera: cedere un credito da 30mila euro al 70% per quattro anni significa, indicativamente, ottenere 17.850. Sempre a livello indicativo, in 10 anni l’incasso è di 14.700 euro.
Molte tipologie di intervento già non potevano più avere l’agevolazione in seguito al decreto Superbonus 212/23, che era entrato in vigore il 30 dicembre scorso. Questo aveva eliminato ad esempio la sostituzione degli infissi. Per quanto riguarda il Sismabonus, invece, anche per questa agevolazione non sarà infatti più possibile ricorrere al credito, salvo che per i comuni terremotati e per chi abbia avviato prima del 31 dicembre scorso lavori di demolizione e ricostruzione finalizzati al consolidamento statico.


