Viaggi. Normandia, il coraggio delle orme sulla spiaggia

venerdì, 31 Maggio 2024
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Omaha Beach, una delle cinque spiagge su cui il 6 giugno del 1944 ebbe luogo lo sbarco in Normandia, rappresenta uno dei momenti e monumenti più significativi degli avvenimenti D-day.

Interamente assegnata alle truppe statunitensi, Omaha Beach, resa ancora più estesa dalla bassa marea, è un museo a cielo aperto – dove però il cielo di rado però si apre, di una breve ma infinita pagina di storia, di urla ed echi di giovani uomini, dove tutta l’atmosfera in quel tetro teatro sembra far rivivere il buio di quelle ore piene di angoscia e, insieme, di eroico coraggio.
Una visita a Omaha Beach vuol dire immergersi e respirare un interessante e commovente spaccato di storia, dove migliaia di aerei, navi e soldati furono protagonisti di un enorme sforzo collettivo in difesa della libertà.

La scultura Les Braves, simbolo di questa spiaggia, è un memoriale in omaggio ai caduti, con le sue forme nitide che si protendono verso il cielo infinito, come infinito fu il coraggio e il sacrificio di quei protagonisti “sconosciuti a tutti tranne che a Dio”, e con i suoi bordi taglienti e appuntiti, che rievocano la durezza dei combattimenti su questo lembo di terra, di morte, valori, speranza e vita.

Un ragazzo fra tutti, si erge coraggioso “Ever Forward” (Sempre Avanti), trascinando con sè un compagno caduto, stremato sulle ginocchia, con gli occhi scavati ma fieri, con la sua resilienza e la risolutezza a portare a termine termine il compito contro e nonostante ogni avversità. E dall’altro punto di vista, l’occhio cade anche sul punto d’appoggio WN62, un bunker da cui i tedeschi osservavano il nemico arrivare all’orizzonte. Entrambi impavidi, ciascuno pronto a morire, tutti per un proprio ideale.

Commovente e gratificante è anche l’esperienza al Cimitero Americano di Normandia, con le sue 9.837 tombe di soldati alleati, e i 1.557 non trovati o non identificati nel Giardino dei Dispersi. Filari infiniti su un prato all’inglese di croci bianche e stelle di David sul cui sfondo si staglia il mare, da cui quegli eroi in vita vennero e a cui in morte si sono ricongiunti.

Il Museo Overlord merita anch’esso una visita con la toccante presenza di cimeli ed effetti personali testimoni di un tempo e di una pagina di storia che, chiusa nelle sue teche, parla e racconta di memorie, di giorni, di vite, di attese, di non ritorni.

Oggi, una visita a Bloody Omaha costringe a fare conti con la storia, nel giorno più lungo che ha cambiato il corso della Seconda Guerra Mondiale e il destino dell’intera Europa, da onorare “finché il Sole risplenderá sulle sciagure umane”.

di Loredana Capobianco

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