Il fallimento della coppia Renzi-Calenda che è andata separata alle elezioni Europee si è esplicato nel non superamento dello sbarramento (3,73% Stati Uniti d’Europa, 3.31% Azione). Forza Italia che ha sfiorato il 10% (era stato l’8 per cento alle politiche) invece può dirsi soddisfatta.
Ma cosa è successo? Dai due leader, di solito molto loquaci, fino a notte inoltrata non è arrivato alcun commento. Ci ha pensato Renzi poi a dire la sua: “Niente, è andata male. Purtroppo – ha dichiarato – la lista Stati Uniti d’Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento europeo.
Mi spiace molto e vorrei abbracciare i volontari che si sono spesi per questa idea: siete stati meravigliosi. La gratuità del vostro servizio allarga il cuore. Vorrei abbracciare uno a uno le migliaia di persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda: sono davvero onorato di rappresentare comunque la speranza di tante persone anche se avrei preferito qualche voto in più alla lista”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi in un messaggio sui social”.
“Sono grato a Emma Bonino e a tutti i dirigenti politici che ci hanno creduto – ha aggiunto – Ma la politica è una grande scuola di vita anche quando non si vince. E dunque non riesco a essere triste cari amici. Perché sono molto convinto che fosse giusto fare questa proposta, in questo momento: al mondo impazzito di oggi servono gli Stati Uniti d’Europa ed è stato bello affermare le ragioni di un sogno controcorrente”. Poi ha concluso: “Sul risultato italiano pesa l’assurda rottura del Terzo Polo: potevamo avere sette parlamentari europei riformisti, insieme. E invece sono zero. Che follia”.
E’ una débâcle insomma, ammessa e annunciata: l’elettorato moderato ha preferito continuare a scrivere Forza Italia sulla scheda elettorale, mentre gli altri si sono annientati a vicenda. Sue e Azione non sono state penalizzate solo dalla polarizzazione del dibattito elettorale ma anche dai personalismi. Tra i due ex alleati non sono mancati attacchi e la faccenda non è proprio piaciuta.
Il centro si è colorato di azzurro alla fine, col partito di Berlusconi in crescita nelle ultime elezioni regionali in Sardegna, Abruzzo e Basilicata, che non aveva nascosto l’ambizione di superare il Carroccio, con l’obiettivo di arrivare al 10% (sfiorato al 9,7%). Da segnalare in questa tornata l’exploit del partito in Sicilia, primo partito con il 23,7%. E il segretario Antonio Tajani non ha nascosto l’esultanza: «Forza Italia cresce rispetto a tutte le ultime elezioni. Una vittoria che dedichiamo al Presidente Silvio Berlusconi, a tutti coloro che non hanno mai smesso di credere nella nostra bandiera. Da stasera, il centrodestra e il PPE sono più forti».
Palla al centro per i forzisti su assist di Renzi e Calenda praticamente.



