Sangiuliano, Tg1 e sinistra. Il segno della nuova comunicazione

giovedì, 5 Settembre 2024
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Al di là della questione etica, istituzionale, pubblica, privata, la “vicenda Sangiuliano” ha posto l’accento su un aspetto non marginale della politica italiana. Che non ha nulla a che vedere con la solita contrapposizione tra destra e sinistra, le facili e scontate strumentalizzazioni, gli aspetti pruriginosi del gossip.

Non giudichiamo quindi, il caso nei suoi contenuti specifici (saranno i prossimi eventi a farlo), ma nelle modalità della comunicazione. Che rappresenta il segno dei tempi attuali. 

La sinistra si è indignata per l’esternazione mediatica del ministro della cultura che ha fornito la sua versione e le sue prove circa la non compromissione economica del ministero, sottolineando l’aspetto sentimentale personale. 

Per l’opposizione, al contrario, non doveva farlo col Tg1, alias “Tele-Meloni”, ma doveva, come dovrebbe ancora, recarsi in parlamento per giustificarsi, o dare immediatamente le dimissioni.

Tradotto, un processo immediato, questo sì mediatico, per opportunità di immagine, condito da tante parole ideologiche come ridicolo, fiction sudamericana, incoerenza rispetto ai valori Dio-patria-famiglia, classe dirigente inadeguata.

E se dem, grillini e verdi se la prendono con la premier per non essere intervenuta drasticamente nei confronti di Sangiuliano, reo di aver parlato solo in tv e se la prendono col direttore Chiocci per aver fatto soltanto il suo dovere professionale, la ragione non attiene unicamente alla mera polemica politica. Al semplice gioco delle parti.

C’è un motivo più profondo che la sinistra non riesce o non vuole capire. 

E lo si è visto pure quando non accetta che la Meloni comunichi preferibilmente sui social.

Si chiama nuova comunicazione, democrazia diretta de facto, era post-ideologica e informatica della politica. Che sta gradualmente sostituendo le forme classiche della democrazia parlamentare. Non abolendola, ma anticipandola e completandola.

Messaggi veloci, risposte, veloci, collegamenti immediati. Sconfinamento tra pubblico e privato. Un processo che è iniziato tanto tempo fa e che ha a che vedere, piaccia o non piaccia, con l’americanizzazione della politica: da Berlusconi a Renzi, fino a Grillo.

Quando Conte esternava in modo napoleonico, a reti unificate, andava bene e la Meloni o il Cavaliere no? Loro indottrinano, dando sfogo alla peggiore pancia dei cittadini, mentre loro educano?

Parlare direttamente al popolo, semplificare il linguaggio politico, il “corpo fisico” del leader sono ormai la cifra della moderna politica. 

E ciò vale anche per i casi individuali dei singoli ministri.

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