Un autentico schifo. Ma uno schifo scientifico. E non parlo di contenuti ma, come docente di comunicazione politica, di abile tecnica ideologica relativa al montaggio dei pezzi in tv, nella gerarchia dei titoli, nell’accostamento dei messaggi, che gli autori hanno fatto e fanno quotidianamente, seguendo gli ordini dei capi che, a loro volta, eseguono gli ordini della superiore linea editoriale.
Tradotto: nello stesso giorno del successo dell’estrema destra in Austria, guarda caso, si lancia in parallelo nei Tg e negli approfondimenti del mattino, con ospiti e commentatori “organici” o non ostili, l’esternazione del capo dello Stato Sergio Mattarella a Marzabotto.
Attenzione, non entro nel merito dei singoli contenuti, sia per quanto riguarda il diritto di cronaca dei giornalisti, sia per quanto riguarda l’oggetto storico delle valutazioni presidenziali. Valutazioni sacrosante.
Il tema è un altro: la percezione; come costruire, manipolare l’opinione pubblica, usando una comunicazione ad hoc per fermare l’altra. In sintesi, “ideologia vs realtà”.
Austria. Ecco il titolo, falsamente descrittivo, che hanno scelto tutte le testate: “Il Partito della libertà d’Austria vince le elezioni: è la prima volta per l’estrema destra dal 1945”.
Quindi, non ha deciso il popolo, non è una vittoria della democrazia, ma il soggetto vero è l’estrema destra. Che vuol dire estrema? Un pericolo, idee negative.
E siccome i numeri parlano chiaro, e il male (la destra) non può vincere sul bene (la sinistra); l’altra manipolazione è ridurre, marginalizzare, minimizzare il significato del voto. Il mantra che segue è “si è trattato di un voto di protesta”. Per carità, non sia mai che il voto a destra abbia altre e più profonde spiegazioni, tipo il fallimento di una precisa narrazione, di una precisa politica, su argomenti come l’Europa, l’immigrazione, il lavoro, la sicurezza etc.
Mai che si arrivi a sostenere l’uguaglianza delle posizioni, la reciproca legittimazione: due visioni opposte della vita e della società. Con pari dignità. Da un lato, la “modernità laicista” (il globalismo, il progressismo, i diritti civili), e dall’altro, la “modernità antropologica”, basata sulla centralità della vita, sulla famiglia naturale, sulle identità storiche, culturali e religiose de popoli e su una Ue-federazione di Stati liberi e sovrani.
Mettere insieme l’Austria e Marzabotto è stata un’operazione faziosa e pretestuosa.
Cosa ha detto il capo dello Stato a proposito dell’efferato eccidio compiuto dai nazisti con la complicità dei fascisti di allora? “Qui per dire mai più. Fascismo e nazismo non sono morti. E’ accaduto e può ancora accadere”.
Ne risulta in automatico che il voto in Austria è il fascismo o il nazismo che tornano.
Chiaro?



