La cerimonia per ricordare la strage in Israele del 7 ottobre 2023 con migliaia di morti é avvenuta al Tempio Maggiore ebraico di Roma e ha visto accorrere esponenti politici bipartisan, compresi numerosi ministri. A spiccare la presenza della premier Giorgia Meloni, arrivata per ultima e seduta in prima fila accanto ai vertici della comunità ebraica della Capitale, a dimostrare ancora una volta la vicinanza del Governo italiano.
Blindata e ben distante dalla stampa la premier Giorgia Meloni nel suo arrivo alla sinagoga di Roma aveva già dichiarato su X in mattinata, ricordando la posizione dell’Italia sulla questione mediorientale: “Il 7 ottobre 2023 il popolo israeliano ha vissuto una delle pagine più drammatiche della sua storia. Non dimentichiamo la disumana aggressione perpetrata un anno fa da Hamas. Abbiamo sempre negli occhi il massacro di migliaia di civili inermi, donne e bambini compresi, e il vilipendio dei loro corpi, mostrati al mondo senza alcuna pietà. Il nostro pensiero è rivolto costantemente agli ostaggi, strappati alle loro famiglie e ai loro cari, e che ancora oggi attendono di tornare a casa”.
Maggioranza e opposizione sugli scontri pro Palestina di sabato 5 ottobre (VIDEO)
I big del governo ci sono tutti, dal vicepremier Matteo Salvini fino ai ministri Giuli, Pichetto Fratin, Valditara, Piantedosi, Abodi e Nordio. Spicca l’assenza dei leader di opposizione. L’unico Carlo Calenda, che ai microfoni de Lo Speciale ha sottolineato a proposito degli scontri di sabato scorso: “Condanno gli scontri, si è arrivati a quello che volevano. Giusto vietare la piazza”.
Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia con Giovanni Donzelli che ha ribadito la coerenza italiana: “Dobbiamo essere tutti uniti nel condannare Hamas, nel difendere il diritto di Israele a esistere e nel richiedere il rilascio degli ostaggi e la pace in Medio Oriente”.Il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia ha poi commentato gli scontri in piazza del 5 ottobre a Roma: “Alla luce di quanto successo è emerso che le informazioni dei tentativi di infiltrazione nel corteo da parte di violenti erano oggettive. Rispetto a chi voleva manifestare pacificamente c’era chi voleva festeggiare il 7 ottobre in atto eroico e chi voleva trasformare le condizioni di una manifestazione tranquilla in una guerriglia e per tanto la scelta di vietare la manifestazione è stata corretta. Alla polizia e agli agenti feriti va tutta la nostra solidarietà”.
Della stessa linea il presidente della commissione cultura alla Camera Federico Mollicone: “Siamo solidali con Israele. È un silenzio preoccupante quello del centro sinistra sugli scontri di sabato, gli slogan in piazza erano di chi inneggiava al 7 ottobre come una rivoluzione, ci sono stati 30 poliziotti feriti, cui va la nostra solidarietà. L’ordine è stato comunque garantito e anche il diritto a manifestare. Preoccupa però questa escalation nei toni e in chi inneggia ai terroristi”.
La denuncia del prefetto di Roma Giannini (VIDEO)
Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ci ha messo la faccia con i cronisti e ha usato parole durissime nel commentare gli scontri di sabato 5 ottobre con la polizia assediata dai manifestanti pro Palestina: “E’ stata un’aggressione predatoria nei confronti delle Forze di Polizia. Va tutta la mia solidarietà agli agenti feriti, e al funzionario della Digos che ha riportato gravi lesioni. Quello di sabato è stato un attacco che non può giustificarsi, e che era stato evidentemente preordinato fin prima dell’inizio della manifestazione”.



