Musk fautore del rilascio di Cecilia Sala? Ecco perché

giovedì, 16 Gennaio 2025
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E se fosse davvero lui il deus ex machina che ha contribuito al rilascio della giornalista Italiana Cecilia Sala dalle carceri iraniane dopo venti lunghi giorni di prigionia? Secondo alcune indiscrezioni Elon Musk ha contribuito a garantire il rilascio di Cecilia Sala contattando l’ambasciatore iraniano presso l’Onu Amir Saeid Iravani. L’ultima notizia che dalle colonne del New York Times fa il giro del mondo parrebbe la più accreditata sul rilascio della giovane reporter italiana prelevata e fatta prigioniera prima di Natale nelle carceri iraniane. Durante il colloquio con due funzionari iraniani il magnate americano e delfino di Trump avrebbe chiesto all’Iran il rilascio di Sala e ha rassicurato che gli Stati Uniti non avrebbero fatto pressioni sull’Italia per estradare l’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafadabi, arrestato a Malpensa a metà dicembre su richiesta degli Usa, e poi rilasciato dopo la liberazione di Sala. Dal canto suo la missione iraniana all’Onu non rilascia dichiarazioni in merito ma si limita a dire che la liberazione della giornalista italiana prigioniera nelle carceri di Teheran, è frutto della cooperazione bilaterale e degli sforzi coordinati dei settori politici e di intelligence di Iran e Italia. Ma dalle colonne del Times si fa sempre più forte e concreta la voce di una ricostruzione dei fatti che sa di verità. A quanto pare Musk avrebbe contattato l’ambasciatore iraniano poco dopo la visita della premier Giorgia Meloni a Mar-a-Lago. Musk lo aveva già incontrato lo scorso novembre per oltre un’ora nella sua residenza a New York per parlare su come disinnescare le tensioni fra Teheran e Washington in vista dell’insediamento dell’amministrazione Trump. Rinforza la tesi, stando sempre alle dichiarazioni del NYT e dando fondamento ai rumors, il fatto che quando la premier italiana si è recata d’urgenza a Mar-a-Lago, il compagno di Cecilia Sala, Daniele Raineri, aveva già cercato l’aiuto di Musk tramite un intermediario del ministero degli esteri. La stessa testata americana riferisce citando Raineri che, in un’intervista, ha raccontato di: “aver pensato a lui perché aveva letto che esisteva un canale fra Musk e i diplomatici iraniani”. Verità, voci di corridoio o soltanto tesi e complotti? Staremo a vedere. L’unica certezza che la giornalista ora è in Italia libera e grazie all’aiuto di un team che da più fronti a distanza e no stop ha lavorato insieme per il suo rilascio.

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