Conte a Torino su Stellantis e piano ue: “No a un’Europa delle armi, salviamo il lavoro” | Video

venerdì, 21 Marzo 2025
2 minuti di lettura

Giuseppe Conte si è recato a Torino, davanti allo storico stabilimento Stellantis di Mirafiori, per partecipare alla manifestazione “Salviamo Mirafiori, salviamo il lavoro”, organizzata dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle in collaborazione con il gruppo europeo The Left. Un’iniziativa simbolica, ma anche di forte impatto politico, in un momento delicato per il futuro dell’industria automobilistica italiana e in un contesto europeo segnato da un’accelerazione verso il riarmo.

Davanti alla Porta 2 dello stabilimento, Conte ha attaccato duramente il governo Meloni, accusandolo di aver avallato un piano europeo che penalizza l’Italia sul piano economico e sociale, e di non avere una strategia per contrastare il tracollo industriale in corso.

Conte a Torino duro su Von der Leyen ed Europa delle armi che penalizza l’Italia

Conte ha lanciato un allarme su quello che definisce un “piano folle di riarmo europeo”, fortemente voluto dalla Germania e sostenuto dal governo Meloni senza alcun beneficio per l’Italia nonostante il rebranding da RearmUe a Prontezza 2030: “C’è un piano di riarmo con dettaglio specifico delle tipologie di armamenti per il quale dovremmo andare a investire fino a 800 miliardi, ma poi, follia nella follia, sono così dilettanti che di fatto non hanno capito che questo è il piano che voleva la Germania”, ha affermato.

Secondo il presidente del M5S, la Germania ha deciso di riarmarsi con fondi propri, stanziando 150 miliardi l’anno, e l’Italia, invece di difendere i propri interessi, ha sostenuto un progetto europeo che agevola i Paesi forti a discapito dei più fragili.

“Lo farà la Germania, lo farà la Polonia, i Paesi baltici. E la Francia, che ha già un primato militare, dovrà consolidarlo. E l’Italia cosa farà? Noi arrancheremo dietro, senza spazio fiscale, e butteremo qualche decina di miliardi nelle armi, non potendo investire nella sanità, nella scuola, nella spesa sociale”, ha aggiunto.

Conte ha poi criticato duramente la scelta del governo Meloni di chiedere a Bruxelles lo scorporo delle spese militari dal Patto di stabilità: “Meloni è tornata a Bruxelles con Crosetto per chiedere lo scorporo delle sole spese militari. Una follia. Nelle conclusioni del Consiglio Ue del 6 marzo sono scritte addirittura le tipologie di armi e sono tutte dedicate al riarmo dell’Europa, enfatizzando la minaccia, come se fosse attuale, di domani mattina, di un’invasione da parte della Russia”.

Per Conte, questa narrazione serve solo a giustificare spese militari sempre più alte, ma “noi abbiamo bisogno di costruire un’Europa della pace, non un’Europa che insegue le superpotenze militarizzate contribuendo a enfatizzare minacce e controminacce”.

Stellantis e Mirafiori: “No alla riconversione bellica dell’automotive”

Il secondo fronte su cui Conte ha puntato l’attenzione è la crisi del comparto automotive italiano, aggravata dalla mancanza di una visione industriale del governo e dalle recenti dichiarazioni di John Elkann in audizione alla Camera, che hanno lasciato molti dubbi sul futuro degli stabilimenti italiani, a partire proprio da Mirafiori. “Far credere che si possa convertire il settore industriale dell’auto con quello delle armi è una sciocchezza”, ha detto Conte continuando “Può essere che qualche filiera dell’indotto possa produrre qualche bullone anziché per le auto per i carri armati, ma non è questa la soluzione”.

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha poi denunciato l’assenza di strategie industriali da parte del governo Meloni, parlando di una produzione ormai “a livelli Covid” e di un settore lasciato a sé stesso: “C’è un governo che assiste al tracollo della produzione industriale, oramai siamo a livelli Covid, senza nessuna idea, senza alcuna misura. Noi abbiamo misure concrete. Ho scritto alla Von der Leyen per chiedere almeno 100 miliardi per il fondo Sure, è un fondo che deve essere attivato in particolare per l’automotive, per garantire tutti i posti di lavoro”.

Conte ha infine ribadito che non si possono più permettere investimenti pubblici senza garanzie occupazionali e senza piani di riconversione tecnologica, perché le filiere industriali italiane, specialmente quelle storiche come quella torinese, hanno bisogno di innovazione e di una visione europea che metta al centro il lavoro e non gli interessi delle multinazionali.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.