«Dazi inaccettabili, ma l’Europa risponda con autorevolezza». La nuova postura di Mattarella

martedì, 25 Marzo 2025
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«I dazi sono inaccettabili, ma l’Europa ha la forza di rispondere con calma e autorevolezza alle determinazioni annunciate dall’amministrazione Trump». Così il mite Sergio Matterella alza i toni al fine di far ritrovare autostima e compattezza a un’Europa che appare vogliosa, ma al tempo stesso timorosa, di replicare alle barriere tariffarie che l’America sta progressivamente imponendo al mondo, quasi a voler seguire il percorso di dialogo invocato da Giorgi Meloni nei confronti della Casa Bianca. Il presidente della Repubblica approfitta della sua partecipazione a un evento di valorizzazione dell’agricoltura italiana, voluto dal ministro Lollobrigida a Roma, per chiedere uno scatto d’orgoglio all’Unione europea. Secondo il capo dello Stato, quello della Ue è un modello imitato nel mondo e dimostra quanto sia stata un’esperienza di successo. Tuttavia, è un modello che segna il passo perché i tempi moderni ne richiedono un deciso aggiornamento. In particolare, nei processi decisionali spesso paralizzati per il potere di veto del più piccolo degli stati membri o dalla necessità di giungere al voto unanime.

Mattarella difende il sogno europeo dei padri fondatori («Statisti coraggiosi idearono l’Europa») pur tenendosi lontano dalle veementi polemiche dei giorni scorsi tra Governo e opposizioni sul Manifesto di Ventotene, ricordando in ogni caso il contesto storico in cui si muoveva l’avvio dell’integrazione europea.

Il presidente della Repubblica sembra anche molto preoccupato per gli screzi in seno alla maggioranza come quello tra Tajani e Salvini, con quest’ultimo desideroso di accreditarsi in maniera automa presso Trump. Uno scenario complesso sul quale Mattarella chiede di fare sintesi e riprendere la strada insieme nell’interesse del Governo e dell’Italia tutta.

C’è tanta Europa nei pensieri di queste settimane del presidente: un’Europa che deve essere forte e orgogliosa, che deve però far valere il suo peso nella guerra dei dazi. «Bisogna essere sereni senza alimentare un eccesso di preoccupazione perché la Ue ha la forza per interloquire e per contrastare una scelta così immotivata. Non si legge, quindi, nelle parole del presidente alcun timore reverenziale nell’affrontare il problema. La situazione è complessa, a rischio ci sono miliardi di export italiano, buona parte di quel made in Italy che Lollobrigida rappresenta. «Speriamo che prevalga il buon senso», osserva Mattarella rispondendo a un agricoltore della Coldiretti giustamente preoccupato.

Stavolta il presidente della Repubblica non ha usato allusioni su un tema così caldo come quello dei dazi, i quali a breve rischiano di sconvolgere il quadro degli scambi commerciali a livello planetario. È successo di recente che questa sua propensione a una comunicazione più incisiva, forse dovuta a tempi decisamente agitati, l’abbia “tradito” come nel caso dell’accostamento della Russia alla Germania nazista, che gli è valso un prolungato attacco del Cremlino per l’accostamento “blasfemo”.

A meno che Mattarella, nella versione assai più soffice del Cossiga picconatore, non stia valutando un altro scenario a medio termine: dimettersi.

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