Vertice di pace a Parigi, prove generali a Chigi: l’Italia darà solo supporto logistico. I retroscena

giovedì, 27 Marzo 2025
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Un incontro preventivo quello della Presidente del Consiglio Meloni con i suoi vice Tajani e Salvini ieri a Palazzo Chigi ha dichiarato una strategia netta e un mandato condiviso in vista del vertice odierno a Parigi di oggi sulla pace e sulla sicurezza tra le forze alleate Inghilterra e Francia in prima linea sul conflitto ucraino. Ma vediamo realmente come è andata e alla vigilia dell’importante summit parigino quale sarà davvero il piano di intervento tutto italiano e i retroscena. La Meloni, e questo è chiaro, è d’accordo sul dare solo supporto logistico ma si limiterà solo a questo, l’Italia infatti non parteciperà ad eventuali forze militari di peace keeping in territorio ucraino e questo è stato ripetuto da più fonti di Palazzo. Tutto sicuramente per non venire meno ad un patto euro atlantico professato più volte dalla premier e vicino agli amici Usa. I buoni rapporti la stima e la collaborazione tra Italia e Stati Uniti non permetteranno mai strappi o tradimenti. Ma vediamo perché. Nel vertice di ieri a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha voluto incontrare i suoi vicepremier, Tajani e Salvini, e il ministro della Difesa, Crosetto, prima della trasferta. Il succo, almeno nelle intenzioni, è stato quello di voler proporre ai partner europei il controllo dei futuri confini ucraini, l’impiego di forze armate di Paesi non direttamente coinvolti nel conflitto, ma neutrali, come India e Turchia. Questo significa che l’Italia si taglia fuori da ogni intervento diretto. E se c’è chi come il Belgio e la Francia prepara i cittadini con un kit emergenziale di guerra, c’è chi come il nostro paese ha fiducia su pace e stabilità ma soprattutto tiene alto il valore della diplomazia. Procedere quindi con il coinvolgimento delle forze Onu per una missione di peacekeeping, con l’obiettivo di preservare quella che sarà la tregua, o la pace, stabilita da Trump, Putin e Zelensky è l’obbiettivo italiano. Ma se di pace per i colleghi francesi e inglesi non c’è traccia alcuna, Macron e Starmer insistono a voler fissare già da ora le linee guida per l’Europa, fedeli alla linea dell’intervento e del: dobbiamo farci trovare pronti.L’asse Francia-Regno Unito-Germania  non vuole dare l’ennesima immagine di un continente confuso, farraginoso, indeciso, ma vogliono anticipare i tempi lunghi della diplomazia. Senza l’Onu l’Italia si limiterà a dare al gruppo un ”supporto logistico”, ma non di soldati in missione di “peacekeeping”. Un opzione non condivisa dai colleghi Macron e Starmer, che vogliono invece per l’Europa il comando della missione per la sicurezza di Kiev. Staremo a vedere quello che succederà!

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