Dazi Trump, Von Der Leyen – Tajani: le strategie saranno diverse | Video

martedì, 1 Aprile 2025
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A partire da domani 2 aprile entreranno ufficialmente in vigore i primi dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump, che continuano a far discutere sia in Europa che in Italia con le dichiarazioni della presidente della commissione Von Der Leyen e del Ministro Tajani. C’è grande attesa per capire come cambieranno gli equilibri del commercio globale, in particolare per quei paesi, come l’Italia, che puntano fortemente sull’export verso gli Stati Uniti.

A preoccupare ulteriormente è stata l’uscita in mattinata della presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che dalla plenaria  Strasburgo ha parlato di una UE “pronta a vendicarsi” se gli USA non faranno marcia indietro. Un messaggio che ha lanciato l’allarme, soprattutto in quei paesi come l’Italia, per cui mantenere aperto un dialogo con Washington è fondamentale visto che l’ export garantisce il 40% del Pil.

Dazi Trump, Von Der Leyen spaventa l’Italia

“Deve essere chiaro: l’Europa non ha iniziato questo confronto. Non vogliamo necessariamente reagire, ma abbiamo un piano forte per reagire se necessario”, così  Ursula Von Der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Il riferimento è all’aumento del 25% delle tariffe su acciaio, alluminio, automobili e componenti per auto, deciso dall’amministrazione Trump.

“La nostra risposta immediata è unità e determinazione”, ha spiegato Von Der Leyen, precisando che “l’obiettivo resta una soluzione negoziata. Ma ovviamente, se necessario, proteggeremo i nostri interessi, la nostra gente e le nostre aziende”.

Uno scenario che, per l’Italia, appare allarmante. “L’Europa è pronta a vendicarsi sui dazi. Non vogliamo farlo necessariamente, ma abbiamo un piano forte”, ha ribadito Von Der Leyen. A destare preoccupazione, per esempio, è il rischio di ritorsioni su beni simbolo del made in Italy come il vino: se dovessero arrivare dazi sul bourbon americano, non si esclude che gli USA rispondano colpendo proprio uno dei fiori all’occhiello dell’export italiano.

Tajani frena: “Vedremo con lista UE i prodotti americani su cui imporre dazi, ci vuole dialogo”

A smorzare i toni sui dazi di Trump arriva il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che a Montecitorio, ai microfoni de Lo Speciale, ha dichiarato: “Aspettiamo la decisione americana, il Governo ha un piano d’azione per esplorare nuovi mercati. Penso dobbiamo continuare ad essere presenti nel mercato americano e vedere che risposta penserà l’Unione Europea”.

Tajani ha chiarito che si valuteranno “la lista di prodotti americani su cui intervenire con dazi, ma facendo in modo che ci sia un dialogo e un confronto. Una guerra dei dazi non produrrebbe effetti positivi neanche per gli americani”.

Il ministro ha anche ricordato che “non si può andare per conto proprio”, poiché “le regole le decide la Commissione Europea” e le trattative sui dazi devono essere coordinate a livello UE. “Noi continuiamo a lavorare con la Cina, abbiamo ottimi rapporti commerciali. Abbiamo scelto di essere parte della via del cotone e non della seta”.

Dal palco del Centro Studi Americani, Tajani in mattinata aveva anche lanciato un monito in chiave macroeconomica: “Visto che con lo scenario dei dazi ci sarà un incremento dell’inflazione negli Stati Uniti, non bisogna fare quello che potrebbe fare la Federal Reserve: aumentare il costo del denaro. Guai a seguire questa scelta”.

“Se vogliamo favorire la crescita – l’obiettivo è la crescita, sempre – serve anche un’azione della BCE che sia intelligente e favorisca le imprese, che in un momento di nuovi problemi non hanno bisogno di ‘strette’, ma devono essere agevolate nell’accesso al credito anche per esplorare nuovi mercati”, ha concluso.

Confronto e analisi tra posizione italiana ed europea

Lo scontro sui dazi tra Stati Uniti ed Europa rischia di incrinare il fragile equilibrio tra protezione degli interessi nazionali e salvaguardia delle relazioni internazionali. La linea di Von Der Leyen appare netta, determinata a tutelare l’industria europea anche con misure di ritorsione; la posizione di Tajani sui dazi di Trump, invece, pur mantenendo fermezza, appare più orientata al dialogo e alla stabilità seguendo quella che potremmo definire la linea Meloni tracciata chiaramente nell’intervista al Financial Times.

L’Italia, che ha nel commercio estero uno dei principali motori del PIL, non può permettersi una crisi diplomatica o commerciale con gli Stati Uniti. La strategia italiana per i dazi sembra dunque puntare su un doppio binario: da un lato, il rispetto della linea comune europea; dall’altro, il tentativo di mantenere aperti canali di cooperazione con l’amministrazione Trump. In un contesto globale in cui la tendenza al protezionismo torna a farsi sentire, Roma si muove con cautela, consapevole che un’escalation può compromettere non solo i mercati, ma anche la tenuta interna delle economie più esposte ed il tessuto produttivo delle piccole medie imprese.

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