Meloni contrattacca su Gaza, armi e sanità: “Non cambio idea come il vento”. In Aula il “fantasma” Magi | Video

mercoledì, 14 Maggio 2025
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“In questi mesi a più riprese ho sentito Netanyahu. Ho chiesto sempre il rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario. Ma non è stato Israele a iniziare le ostilità”, è il messaggio più importante che Giorgia Meloni lancia durante il premier time alla Camera. là premier ha  scelto di partire da Gaza per difendere la posizione del governo italiano sulla crisi mediorientale, respingendo al mittente le accuse di ambiguità: “La situazione umanitaria è sempre più drammatica e ingiustificabile, ma gli attacchi disumani di Hamas e la crudeltà verso gli ostaggi non possono essere ignorati”.

A chi le chiedeva una condanna esplicita delle azioni israeliane — come il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che ha parlato di “18.000 bambini uccisi” — la premier ha risposto: “Non abbiamo condiviso diverse scelte del governo Netanyahu e non abbiamo mancato di dirlo. Ma l’Italia non richiamerà il proprio ambasciatore in Israele”.

Bonelli ha definito “ipocrita” la posizione della presidente del Consiglio, accusandola di non avere “il coraggio di condannare le parole di chi bombarda depositi alimentari e uccide civili”. La premier ha ribadito la necessità di tenere una linea equilibrata e coerente con gli interessi nazionali.

Meloni contro Conte: “Eravate voi a firmare l’aumento delle spese militari”

Sul fronte della difesa, Giuseppe Conte ha attaccato il governo per aver dato “priorità alle armi rispetto alle urgenze di cittadini e imprese”, accusando Meloni di agire “senza un mandato parlamentare” sul piano europeo di riarmo. La replica della premier è stata secca: “Non la ricordo con la stessa linea quando da premier ha sottoscritto l’aumento delle spese militari. Sarà stato uno dei tanti Giuseppi che abbiamo visto in questi anni”.

Meloni ha rivendicato la coerenza della sua posizione: “Io, a differenza di altri, non cambio idea in base a dove gira il vento. Ho sempre creduto che l’Italia e l’Europa dovessero essere autosufficienti sotto il profilo della sicurezza, per costruire un pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica capace di interloquire da pari con la colonna americana”.

Sanità pubblica, scontro con Schlein: “Curarsi è un lusso”, ma premier ribatte “Fondo al massimo storico”

Durissimo anche il confronto con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha definito il governo responsabile di uno smantellamento del sistema sanitario: “Avete portato la spesa sanitaria ai minimi storici. Curarsi è diventato un lusso, è la vera e propria tassa Meloni”. Secondo la leader dem, la spesa privata è aumentata del 10% in un anno e le liste d’attesa “sono infinite”.

Meloni ha risposto accusando Schlein di usare numeri falsi: “Il Fondo sanitario nazionale è oggi al livello più alto di sempre: quando ci siamo insediati nel 2022 era a 126 miliardi, oggi è a 136. Il PD non si è mai sognato aumenti del genere. Siete stati al governo dieci anni e non avete mai scritto un piano sanitario nazionale”.

Poi ha rivendicato le azioni del governo contro la privatizzazione occulta del sistema: “Siamo stati noi a fermare il fenomeno odioso dei medici a gettone, che facevano guadagnare le cooperative più dei dipendenti ospedalieri. Quello sì che era un modo per favorire il privato”.

E l’accusa finale: “Capisco che preferiate fare le macumbe sperando che le cose vadano male per risalire nei sondaggi, ma noi vogliamo scrivere un nuovo piano sanitario nazionale. Volete collaborare o continuare a gufare?”, scatenando le reazioni dell’opposizione.

Il “fantasma” Magi: protesta sul referendum, espulsione e polemiche

In mezzo a un confronto politico accesissimo, ha fatto irruzione una scena grottesca mentre parlava Molinari della Lega: il deputato di +Europa Riccardo Magi si è presentato in Aula travestito da fantasma per denunciare il silenzio mediatico sul referendum dell’8 e 9 giugno. È stato espulso e portato via di peso dai commessi, tra lo stupore generale.

La trovata ha suscitato più critiche che consensi, anche tra i suoi alleati. Matteo Renzi, su X, ha infatti commentato: “Quella di Magi è una pagliacciata che non serviva. Una volta che Meloni accetta di venire in Parlamento, va sfidata sui contenuti, come hanno fatto bene Boschi e Schlein. Vestirsi da fantasma toglie visibilità ai temi seri e regala facile propaganda alla destra”. Un’opposizione più da cabaret che da aula sui contenuti.

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