Nel suo intervento al Senato in vista del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato con toni misurati la crescente tensione in Medio Oriente, dopo la recente violazione della tregua da parte dell’Iran: “Israele potrebbe rispondere a questa violazione con una reazione che si spera sia commisurata e simmetrica – ha affermato –. Ma registriamo anche che Teheran, pur dopo l’attacco, ha ribadito la volontà di mantenere la tregua. Rimaniamo fiduciosi che si possa tornare al tavolo dei negoziati”.
Meloni su Iran e Israele invita a cautela
Un messaggio di cautela, quello della premier, ma anche un invito alla responsabilità, in una fase che rischia di far deflagrare nuovamente la regione. Meloni ha voluto inoltre chiarire la posizione del governo rispetto alla complessa evoluzione del contesto regionale: “Se davvero si aprissero spiragli per negoziati di pace duratura, il Medio Oriente apparirebbe in una luce nuova: in Siria c’è una nuova leadership, che dovrà essere giudicata sui fatti; in Libano Hezbollah è fortemente ridimensionata e va sostenuta la nuova leadership. La rimozione delle sanzioni da parte dell’UE rappresenta un’occasione da cogliere”.
Un passaggio rilevante anche sulla questione nucleare: “Se l’Iran accettasse di rinunciare al suo programma nucleare militare, si toglierebbe un elemento di instabilità non solo per Israele, ma per tutta la regione”.
Meloni e la citazione sui romani: “Si vis pacem, para bellum”
Nel corso della replica, Meloni ha ribadito l’importanza della sicurezza e degli investimenti in difesa, rilanciando un principio latino: “Si vis pacem, para bellum”. “La difesa non è per attaccare qualcuno – ha precisato –. Anzi, disporre di sistemi solidi di sicurezza e deterrenza è il modo più efficace per evitare i conflitti”. Ma più che sulla quantità, ha insistito sulla qualità della spesa: “Il tema non è quanto investiamo, ma su cosa investiamo. Serve una riflessione su quale debba essere la difesa del futuro. In Ucraina, per esempio, i maggiori risultati si sono ottenuti con droni da 20mila euro. Ci sono Paesi che stanno sviluppando tecnologie basate su intelligenza artificiale e robotica che potrebbero essere più pericolose dei proiettili. Serve una visione comune anche con i nostri alleati europei”. Meloni ha infine respinto le critiche che attribuiscono l’attuale instabilità internazionale all’Amministrazione Trump: “Mi sembrano semplificazioni. Il caos che viviamo non nasce oggi né solo da una fase politica americana”.
Verso il vertice Nato: spesa al 5% e coordinamento con l’UE
La premier sarà nelle prossime ore all’Aja insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani e al titolare della Difesa Guido Crosetto per partecipare al vertice dei capi di Stato e di Governo della Nato. Obiettivo centrale: l’accordo tra gli alleati per un nuovo impegno di spesa nella difesa fino al 5% del Pil. L’Italia, ha sottolineato Meloni, ha ottenuto il prolungamento dei termini e la flessibilità necessaria per il raggiungimento di questo target. Sul tavolo anche l’espansione della produzione dell’industria militare transatlantica e il mantenimento del sostegno militare a Kiev.



