Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “ha offerto all’Italia un’opportunità storica di riscatto e riforma”. Ma la scadenza del 2026 incombe e “toccherà a noi non sprecare quanto costruito”. È l’appello lanciato da Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, aprendo il panel dedicato a Pnrr e Patto della responsabilità in occasione del XX Congresso confederale del sindacato.
Fumarola al Congresso Cisl, il video dell’ intervento
“Abbiamo assistito a una ripresa significativa degli investimenti pubblici, con 191,5 miliardi aggiuntivi mobilitati. Una spinta che ha rilanciato settori strategici, dalle infrastrutture alla digitalizzazione, dalla scuola alla sanità, sbloccando cantieri e restituendo centralità alla programmazione pubblica”, ha affermato Fumarola. Tuttavia, ha avvertito, “il 2026 è dietro l’angolo. Pochi mesi, un anno o poco più, e il boost europeo sarà esaurito. E poi? Poi toccherà a noi. Dobbiamo agire già oggi, forse già con qualche ritardo. Sicuramente un ritardo di spesa”.
Secondo la leader Cisl, restano ancora 130 miliardi da investire per “caricare il volano dell’efficienza e tessere coesione”. Un’occasione che non può essere sprecata. “Alla politica chiediamo di dare continuità agli investimenti del Pnrr, evitando che, una volta terminata questa fase straordinaria, il Paese ricada nella stagnazione”.
Per Fumarola, la strada è tracciata: “Servono investimenti stabili e strutturali in istruzione, formazione professionale, orientamento, ricerca e sviluppo, infrastrutture fisiche, sociali e digitali. Serve un welfare più vicino ai cittadini: dalla sanità senza liste d’attesa agli asili nido”.
Ma la segretaria della Cisl non si limita a denunciare i ritardi: indica anche con chiarezza le priorità. “Serve tolleranza zero verso evasione fiscale e criminalità organizzata, che soffocano lo sviluppo e minano la giustizia sociale e la produttività. Ma soprattutto va affrontato il vero macigno dell’economia italiana: la bassa produttività”.
Nei suoi dati, Fumarola è netta: “Negli ultimi vent’anni la produttività è cresciuta solo del 2,5%. Siamo pressoché fermi, mentre altri Paesi avanzati hanno fatto passi avanti. Il divario tra le grandi realtà dinamiche e le microimprese che faticano a innovare è impressionante. E blocca salari, Pil e consumi”.
La spirale è chiara: “Senza produttività non c’è crescita. Senza crescita non c’è redistribuzione. E senza redistribuzione il mercato interno resta fermo, con ricadute anche sui conti pubblici”. Per spezzare questa dinamica, la Cisl propone una strategia: “Agire alla base del sistema, rilanciando l’efficienza produttiva nella solidarietà”.
Da qui l’invito a costruire una “coalizione dei responsabili”, un nuovo patto sociale per il lavoro, la crescita e la coesione. “Un fronte riformatore che unisca imprese, sindacati, istituzioni e territori, con impegni reciproci su pilastri chiari: sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro, contrasto all’inverno demografico, innovazione, competenze, riforma fiscale equa, contrattazione collettiva vicina alle persone, nuove tutele, relazioni industriali partecipative”.
“Fare sistema è il concetto chiave”, ha ribadito Fumarola, indicando una via per il futuro che non sia solo economica, ma anche sociale e civile. “Serve una traiettoria condivisa che, sull’esempio dei momenti migliori della nostra storia, rilanci davvero il Paese”.



