Nodo Gaza ancora sul piatto della diplomazia internazionale come emergenza a livello mondiale. Come se non bastasse infatti a nulla sono valsi gli sforzi diplomatici sull’asse israeliano e americano e dalle ultime notizie che giungono dal delegato di Washington Witkoff a Doha, si esclude ogni tipo di accordo o negoziazione in ballo sul cessate il fuoco nei territori di guerra. E intanto l’Europa di contro reagisce decretando riunioni di emergenza sulla situazione mediorientale. Il vero colpo di scena arriva da parte del presidente francese Macron che decide di riconoscere lo stato della Palestina alla prossima riunione in programma alle Nazioni Unite a settembre, provocando uno scossone a livello geopolitico mondiale. Cosa succederà? Quali saranno gli scenari? Mentre Hamas plaude alla decisione del capo dell’Eliseo di riconoscere lo Stato Palestinese, sia Israele che gli Stati Uniti condannano il piano del presidente francese. Il primo ad esprimersi nettamente contro la Francia è il segretario di Stato americano Marco Rubio che su X tuona: ”Questa decisione imprudente serve solo alla propaganda di Hamas e allontana il processo di pace. È uno schiaffo alle vittime del 7 ottobre”. Intanto i grandi d’Europa tra cui Gran Bretagna e Germania insieme alla Francia terranno una “chiamata di emergenza” su Gaza, annunciata dal primo ministro britannico Starmer dopo che Usa e Israele hanno ritirato da Doha i team negoziali accusando Hamas di poca collaborazione. Infatti mentre l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff si scaglia contro Hamas non trovando un accordo nei territori arabi, l’America si dice ferma di poter considerare opzioni alternative per portare a casa gli ostaggi e cercare di creare un ambiente più stabile per il popolo di Gazawi intrappolati tra carestia e povertà. Malgrado il balletto diplomatico e i tentativi di negoziati non andati a buon fine sulla Striscia si continua a morire soprattutto di fame. A pagare lo scotto delle bombe sono più di tutti i bambini, una forte percentuale di loro e delle loro madri secondo l’ultimo rapporto Oms sono malnutriti. Sicuramente ora sulla Striscia la prima emergenza è quella di sedare la crisi umanitaria in corso, la guerra fa morire di fame l’80% della popolazione e secondo Onu e le maggiori organizzazioni umanitarie internazionali: non c’è più tempo, la strage è ormai conclamata.


