Un esercito di pace, una flotta di attivisti che per mare da 44 paesi del mondo si è data appuntamento ieri nel porto di Barcellona salpando con un unico obiettivo: portare aiuti alla popolazione di Gaza e fermare per quanto possibile e senza armi ma con imbarcazioni cariche di aiuti, il genocidio e il blocco perpetrato dal governo israeliano sulla Striscia. Le prime tappe di Global Sumud Flottilla un vero esercito pacifico galleggiante lambiranno il territorio italiano con Genova e Catania per poi unirsi agli altri equipaggi di vele bianche provenienti dalla Grecia diritti sulla Striscia. Riusciranno i nostri eroi e marinai nella romantica seppur difficile missione? Come previsto arriva puntuale il primo mare in tempesta. Notizia di poche ore fa infatti la risposta israeliana alla mobilitazione pacifista di massa: il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir ha presentato un piano volto a fermare la Global Sumud Flotilla in base al quale tutti gli attivisti arrestati saranno trattenuti in detenzione prolungata nelle prigioni israeliane di Ketziot e Damon, utilizzate per detenere i terroristi in condizioni riservate ai prigionieri di sicurezza. Saranno negati loro privilegi speciali come tv, radio e cibo specifico. Ben-Gvir ha suggerito che tutte le navi che partecipano alla flottiglia saranno confiscate e riutilizzate per le forze dell’ordine israeliane. Misure dure e risposta d’acciaio da parte di Israele, il sequestro, secondo il ministro dell’estrema destra, sarebbe del tutto legale poiché il governo ritiene che la flottiglia non sia solo un atto politico, ma anche un tentativo illegale di aggirare il blocco israeliano su Gaza. E intanto a dare manforte alla strategia del governo Nethanyau arriva anche la stretta da parte dell’ufficio immigrazione Usa sui visti per visitatori o titolari di passaporto palestinese. L’amministrazione Trump ha emanato una sospensione radicale delle approvazioni di ogni tipo. E mentre la Marina israeliana è pronta per rafforzare ogni misura di difesa contro ogni possibile minaccia per mare il Washington post rivela in toni più o meno segreti le principali linee guida del piano Trump sulla ricostruzione dell’intera Striscia di Gaza pronta a diventare una vera e propria Riviera del Medioriente. Trump e i partner internazionali stanno discutendo proposte per costruire un lussuoso resort e un polo tecnologico sulla Striscia. Ogni palestinese che sceglie di andarsene riceverebbe un pagamento in contanti di 5.000 dollari e sussidi per coprire quattro anni di affitto altrove, oltre a un anno di cibo.


