Donald Trump ha reso noto l’arresto del presunto killer di Charlie Kirk: “Abbiamo un alto grado di sicurezza che sia lui. Spero che gli diano la pena di morte”.
Tyler Robinson, 22enne originario dello Utah, sarebbe il responsabile dell’omicidio. Il ragazzo è stato arrestato ieri sera alle 23:00 a St. George, Utah, vicino allo Zion National Park, a 400km di distanza dal luogo della tragedia.
Sarebbe stato proprio il padre dell’assassino a segnalarlo alle autorità, secondo quanto raccontato dal presidente americano
nel corso di una intervista alla Fox.
Il tycoon ha poi espresso il suo profondo rammarico per la morte dell’attivista:“Non ho voluto guardare il video della sparatoria, ho sentito che era orribile. Kirk era come un figlio”.
Effettivamente i due erano molto vicini, condividendo un legame consolidatosi nel tempo: otto anni di collaborazione politica, incontri e supporto reciproco.
Qualche ora fa, l’Fbi aveva diffuso un filmato che vedeva il killer darsi alla fuga, offrendo 100mila dollari in cambio di informazioni.
Gli elementi su cui gli investigatori si sono concentrati erano l’arma, nel dettaglio un fucile ad alta potenza a ripetizione manuale, le impronte di un avambraccio, del palmo di una mano e di una scarpa, oltre alle immagini pubbliche della fuga. In queste, il presunto killer appare come un giovane con occhiali da sole, un cappellino da baseball, jeans e una maglietta nera con un’aquila in volo piazzata davanti alla bandiera americana accompagnata dalla scritta “Land of the Free, home of the Brave”, cioé “terra dei liberi, patria dei coraggiosi”.
Secondo quanto riferito dalle autorità, il sospettato sarebbe giunto nel college
poco prima di mezzogiorno e avrebbe impiegato le scale per arrivare in cima al tetto del Losee Center, dal quale c’era un’ottima visuale sul punto in cui Kirk avrebbe parlato. Dopo l’attentato, avvenuto alle ore 12:10, l’assassino si sarebbe calato dall’edificio, per poi far perdere le proprie tracce correndo verso il bosco, luogo in cui è stata rinvenuta l’arma del delitto.



