Una ragazza é stata costretta dai genitori a sposarsi per poi essere sottoposta a continue vessazioni per indurla a rimanere incinta.
La famiglia, originaria del Bangladesh, aveva scelto l’Italia come nuova casa, dove la figlia, giunta in tenera età, ha passato la maggior parte della sua vita.
Nel dettaglio, il suo arrivo con la madre risale al 2011: stavano raggiungendo il padre che viveva stabilmente a Rimini dal 2008, lavorando come cuoco.
I due coniugi sono stati arrestati ieri, 1 ottobre, dai carabinieri coordinati dal pm Davide Ercolani, su disposizione del Gip del Tribunale di Rimini, per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, somministrazione forzata di farmaci e induzione a matrimonio forzato. Al momento sono ai domiciliari.
Secondo quanto emerso, la giovane sarebbe stata costretta a sposarsi sotto minacce e violenze domestiche. Il tutto é avvenuto in Bangladesh verso la fine del 2024.
L’arresto si configura come l’esito di una delle prime misure cautelari emesse in Italia per tale reato. L’articolo 158 bis del codice penale specifica: “Chiunque con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.
Lo sposo designato dai genitori avrebbe avuto almeno 20 anni in più di lei. A novembre dello scorso anno la ragazza sarebbe stata indotta con l’inganno dai genitori a fare ritorno in Bangladesh. La scusa impiegata per convincerla? “C’è un parente che sta molto male, dobbiamo andare ad assisterlo”.
Una volta tornata nel suo Paese natale però la ragazza ha compreso le reali intenzioni dei genitori. I due le avrebbero sequestrato i documenti e la carta di credito per poi lasciarle intendere che avrebbe dovuto convogliare a nozze con un bangladese di origini facoltose, di gran lunga più grande di lei. L’unione forzata tramite minacce e maltrattamenti é stata celebrata il 17 dicembre del 2024.
Ma non finisce qui purtroppo. Dopo il matrimonio, la ragazza avrebbe patito ulteriori abusi e intimidazioni volti a convincerla a rimanere incinta. La giovane sarebbe stata obbligata ad assumere farmaci per favorire la gravidanza uniti a sedativi per accettare la situazione. Ma la ragazza, ancor prima di intrattenere rapporti intimi con il marito, avrebbe iniziato ad assumere farmaci anticoncezionali di nascosto.
La situazione era divenuta insostenibile. Proprio per questo la ragazza ha messo a punto un piano di fuga.
Per salvarsi, ha dovuto fingere di arrendersi e accettare il destino imposto dai genitori.
Sfruttando il fatto che si pensasse che non rimanesse in attesa per motivi diversi dagli anticoncezionali, la giovane é riuscita a persuadere la madre del fatto che in Italia sarebbe stata più tranquilla e che quindi sarebbe riuscita a restare incinta.
Nel frattempo però la ragazza ha scritto al consultorio di Rimini, sfruttando un’account Instagram, mettendosi subito dopo in contatto con i carabinieri.
La madre ha accettato di accompagnarla senza sapere che però, una volta atterrate all’aeroporto Marconi di Bologna, ad attenderle vi sarebbero stati i carabinieri.
I militari dell’Arma hanno prontamente preso in custodia la giovane che al momento risiede in una struttura protetta. In seguito anche il padre ha raggiunto le due mentre la Procura ha già dato il via alle indagini: i carabinieri hanno ricostruito la vicenda trovando riscontri sui racconti della ragazza.
Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha commentato: “Questi fatti non possono né essere accettati né tantomeno tollerati. Conosco molti cittadini appartenenti alle comunità bangladesi del territorio riminese e posso assicurare che sono persone splendide, ben integrate sia nella componente adulta che in quella giovanile e scolastica. Per questo sono certo che saranno loro per primi a prendere le distanze da simili fatti, davvero orrendi”, ha concluso.



