Conte ad Atreju punta alla leadership dell’opposizione: “Verrà il giorno del confronto con Meloni” | Video

sabato, 13 Dicembre 2025
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Giuseppe Conte conquista il palco di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia in corso a Roma, e lo fa da protagonista assoluto. Il leader del Movimento 5 Stelle partecipa a un panel intervistato da Tommaso Cerno, incassa applausi, affronta contestazioni e rilancia il suo ruolo nel campo dell’opposizione, tra politica estera, alleanze future, riforme istituzionali e giustizia. Un intervento a tutto campo che, nei fatti, lo proietta come uno dei principali contendenti della leadership alternativa a Giorgia Meloni, con buona pace dell’assente Elly Schlein.

Conte ad Atreju scalda la folla su Ucraina e leadership dell’opposizione

“Io penso che in questo momento in Europa purtroppo non sta incidendo nessuno. Siamo completamente spariti. Se continuiamo a scommettere solo sulla vittoria militare dell’Ucraina sulla Russia, e chiudiamo anche quella porta che dovrebbe rimanere sempre socchiusa della diplomazia, ci ritroveremo con una pace che verrà fatta sopra la nostra testa e sarà un disastro politico per l’Europa perché questa guerra è in Europa. Dovevamo essere noi i protagonisti del negoziato”, afferma Conte dal palco, criticando l’assenza di una strategia politica europea sul conflitto.

Sul futuro dell’opposizione e sul percorso che porterà alla scelta di un candidato competitivo, l’ex premier guarda avanti: “In autunno torneremo a confrontarci con le altre forze di opposizione e decideremo anche i criteri migliori per individuare il candidato o la candidata più competitiva”.

Non manca il passaggio politico più atteso, quello sul confronto diretto con la presidente del Consiglio. Alla domanda sull’assenza di Elly Schlein ad Atreju, Conte sposta l’attenzione: “C’è una sedia vuota importante qui, quella di Giorgia Meloni, la padrona di casa. Mi aveva invitato, io avevo detto di sì. Poteva esserci da buona padrona di casa. Ma verrà il giorno in cui faremo questo confronto”.

Sulla riforma elettorale e sull’ipotesi di indicare il premier sulla scheda, Conte invita alla cautela ma attacca il governo: “Si parla di riforma elettorale ma vediamo la proposta formale che arriverà e ci confronteremo in Parlamento”, sottolineando che “il problema non è indicare il premier, ma che quando si sta al governo si fa il contrario di quello che si è promesso”. Poi l’affondo: “Meloni ha fatto campagna elettorale dicendo che avrebbe abolito le accise, abbiamo la pressione fiscale più elevata degli ultimi dieci anni. Ha preso i voti per i blocchi navali e ci sono stati oltre 300mila sbarchi. Hanno detto che avrebbero abolito la Fornero e l’hanno peggiorata”.

Netta anche la posizione sui governi tecnici: “Avere governi che cambiano e governi tecnici non fa bene al Paese, io non sono per i governi tecnici”, avverte Conte, aggiungendo che poi ci si ritrova “con qualche unto dal Signore”.

Quanto alle alleanze, il leader pentastellato ribadisce la linea storica del Movimento: “Noi siamo disponibili a dialogare con il Pd e le altre forze progressiste, se verrà fuori un’alleanza dipenderà dai programmi. Se nel programma ci saranno scritte le nostre battaglie di sempre, dall’etica pubblica alla legalità, dalla giustizia ambientale e sociale, noi ci saremo. Il problema del candidato verrà dopo”.

Duro l’intervento sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere: “Il problema è la lunghezza dei processi, migliorare il servizio giustizia, fare i concorsi per aumentare la pianta organica, investire nelle dotazioni informatiche. Non c’è nulla di tutto ciò in questa riforma”, denuncia Conte. E avverte: “Ovunque il potere politico vuole separare i pm dagli organi giudicanti perché un attimo dopo li vuole asservire al governo di turno. L’ha detto Nordio: quando andrete al governo questa riforma sarà confortevole anche per voi”.

Spazio anche ai temi dell’integrazione e della politica estera. “Lo ius scholae è il modo migliore per integrarli, studiano i nostri valori, il nostro patrimonio, i nostri principi”, afferma, mentre sul rapporto con gli Stati Uniti attacca: “Per me non è patriottismo andare a Washington a genuflettersi e promettere acquisti di gas liquido”.

Durante l’intervista non mancano momenti di tensione, con qualche grido di contestazione dalla platea. Conte replica senza arretrare: “Non vorrei rompere il clima di festa, ma se volevate sentire altra musica, quella che sentite tutti i giorni non dovevate invitarmi”. Applausi invece quando rivendica le sue scelte durante la pandemia e sul Superbonus, chiamando in causa Mario Draghi: “Da quando è iniziata questa Commissione Covid, non ho mai sentito nominare il nome di Draghi. L’obbligo vaccinale e il green pass sono stati introdotti dal governo Draghi, non da me”.

Il giro dei mercatini di Natale

Al termine dell’intervento, la platea saluta Conte con un applauso. Poi il leader del M5S si concede il consueto giro tra i mercatini di Atreju, fermandosi agli stand, scattando foto e stringendo mani ai militanti di Fratelli d’Italia, chiudendo una giornata in cui, da ospite inatteso, è riuscito a prendersi la scena.

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