La testimonianza di una mamma: i miei figli aggrediti per ricordare Acca Larentia

mercoledì, 7 Gennaio 2026
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“Vivi per miracolo”. Questo il titolo di un post sui social.

A scriverlo è una mamma, Sabrina Fantauzzi, che decide di postare su Facebook cosa è successo ai suoi figli nel giorno del ricordo della strage di Acca Larentia avvenuta il 7 gennaio 1978 a Roma, nel quartiere Tuscolano, quando due militanti del Fronte della gioventù – Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta – furono uccisi da un commando di estrema sinistra, e di Stefano Recchioni, che perse la vita negli scontri successivi con le forze dell’ordine.

Di seguito il suo messaggio.

“I miei figli e gli amici dei miei figli sono vivi per miracolo. Un gruppo di estremisti di sinistra li ha aggrediti ma aggrediti per ammazzarli.
Amedeo ha preso una legnata, una cascata…non so cosa, in viso.. Un miracolo che sia vivo.

Erano partiti in affissione per Acca. Io insieme ad altre mamme e papà
abbiamo rischiato di dover ricordare questa data per ragioni personali.

Gli aggressori sono ragazzi dello loro età. Erano in 10/12 contro 4.
I miei figli, insieme ai loro amici, hanno cercato di difendersi, non avevano neppure iniziato l’affissione stavano ancora in macchina ma erano troppo pochi rispetto agli aggressori armati di mazze bastoni e caschi. E coltelli. Coltelli…
La macchina.. distrutta.
So che ci sono video dell’aggressione, se fosse possibile farmeli avere.

Ringrazio Dio che sono salvi, integri, non menomati

Ma chi può intervenire, si deve rendere conto che l’aria è troppo incandescente. Qualcosa è cambiato e i danni rischiano di essere irreversibili.
Manteniamo la calma. Disinneschiamo la miccia.
Stacchiamo la spina.
Come disse Mc Luhan a Gino Fantauzzi, sì mio padre, ai tempi del rapimento di Aldo Moro il terrorismo si alimenta della polemica politica e per interrompere questo circuito è indispensabile
STACCARE LA SPINA.
Ma assicurare i responsabili alla giustizia.
Questo è fondamentale.

non voglio risposte di odio.
Aiutiamoci tutti a riportare l’equilibrio, la serenità, il confronto democratico.

Tutti.”

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