L’eurodeputato Roberto Vannacci può essere virtualmente considerato un ex della Lega. Matteo Salvini lo ha di fatto messo fuori dal partito. «C’è chi pensa solo alla poltrona. Sciocco chi esce dalla Lega: finisce nel nulla. Auguri, buon viaggio: senza rancore e col sorriso». Il leader della Lega non nomina direttamente il generale. Ma il riferimento è chiarissimo.
Secondo molti, il benservito di Salvini a Vannacci sarebbe una sorta di cacciata preventiva perché l’eurodeputato si appresterebbe comunque, di qui a breve, a lasciare la Lega per fondare un suo partito. Per la serie: «Non sei tu che te ne vai, sono io che ti caccio». Ripicche dell’ultima ora, quelle di Matteo, che sono tipiche di un litigio politico. Vedremo come risponderà il generale. Ma, a questo punto, non ci sono più margini per ricuciture possibili e ognuno per la sua strada.
Per la cronaca, l’ultimo atto della vicenda Salvini-Vannacci si è consumato stamattina a Rivisondoli, in Abruzzo, durante l’intervento conclusivo del leader alla kermesse del Carroccio dal titolo “Idee in movimento”.
Ma veniamo ai punti salienti dell’intervento di Salvini: «Se lungo il cammino lo zaino si riduce di un peso improduttivo, noi lo lasciamo volentieri agli altri, non abbiamo bisogno di pesi improduttivi. Qualcuno ritiene che il suo seggio sia più garantito da altre parti: vai. Anche perché la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla». E poi ancora: «La Lega ha una missione. C’è chi considera il potere, il posto e la poltrona un fine, e chi invece considera il potere un mezzo».
Il leader utilizza le immagini della «famiglia» e della «comunità»: «Non siamo una caserma. Qualcuno mi chiama “Capitano”. Ci sono capitani, generali, colonnelli e marescialli. La forza della Lega è la truppa, è il popolo, non il capitano. È voi, è perché ci siete voi e le idee, perché quelle non le ammazzi». Salvini dice la sua anche sugli ultimi avvenimenti di politica estera: «Abbiamo sentito Zelensky che dopo tutti i soldi, gli sforzi e gli aiuti ha pure il coraggio di lamentarsi. Amico mio: stai perdendo la guerra, stai perdendo uomini e credibilità. Firma l’accordo di pace il prima possibile. Devi scegliere tra sconfitta e disfatta».
A questo punto ci si chiede che cosa avverrà. Se la nascita di una nuova formazione politica da parte di Vannacci appare scontata, la domanda vera riguarda il suo possibile impatto sugli equilibri del centrodestra. C’è chi ritiene che un partito targato Vannacci potrebbe rivelarsi un fattore di indebolimento della Lega, ma, secondo le indiscrezioni di Dagospia, le conseguenze potrebbero farsi sentire anche sull’intero centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2027. I sondaggi collocano un partito del generale tra l’1 e il 2 per cento e, visto che il vantaggio del centrodestra sul campo largo è (sempre in base ai sondaggi) di pochi punti percentuali, la scissione nella Lega potrebbe avere il suo peso.
Il sito di Roberto D’Agostino cita anche il pronostico di Matteo Renzi, secondo il quale Vannacci potrebbe sfiorare il 4 per cento. Di qui Dagospia ipotizza che il centrodestra starebbe studiando la possibilità di portare proprio al 4 per cento la soglia di sbarramento della nuova legge elettorale. Tale eventualità spingerebbe però Carlo Calenda verso il campo largo con conseguenze temibili per il centrodestra. Un bel grattacapo, in prospettiva, per Giorgia Meloni. Però D’Agostino sì è dimenticato di dire che Renzi ha tutto l’interesse a creare preoccupazione nel cdx per allontanare il più possibile l’odiato Calenda da Giorgia Meloni e i suoi alleati. Staremo a vedere.



