La visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Niscemi segna un primo passaggio operativo dopo la frana che ha colpito il comune del Nisseno e, più in generale, dopo gli effetti del ciclone Harry che ha interessato Sicilia, Calabria e Sardegna. Al termine del vertice in municipio, la premier ha annunciato le principali misure in arrivo con il decreto che sarà esaminato mercoledì in Consiglio dei ministri, a partire dalla nomina del capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, come commissario straordinario per Niscemi.
Meloni a Niscemi, il video con le parole della premier
“Ciciliano sarà commissario e dovrà fare le ordinanze”, ha spiegato Meloni, anticipando che il provvedimento stanzierà 150 milioni di euro destinati in particolare a tre priorità: la demolizione delle abitazioni che devono essere abbattute, la messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi per le famiglie e le attività produttive colpite. “Non vogliamo perdere neppure un giorno di tempo e intendiamo essere già operativi con la struttura”, ha aggiunto la presidente del Consiglio, sottolineando che le risorse dedicate al comune siciliano si affiancheranno a quelle previste per l’intero pacchetto di interventi sulle regioni colpite dal maltempo.
Il decreto, infatti, conterrà misure complessive per Sicilia, Calabria e Sardegna, con stanziamenti per diverse centinaia di milioni di euro destinati al ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi, oltre a indennizzi e sostegni alle attività economiche, in particolare nel settore agricolo. Tra le misure previste anche la sospensione dei tributi nei territori interessati, che saranno “sospesi fino ad aprile, che vuol dire rimandare il pagamento almeno ad ottobre”, e ammortizzatori sociali su cui sta lavorando il ministero del Lavoro sia per i dipendenti sia per i lavoratori autonomi impossibilitati a lavorare a causa degli eventi. Meloni ha inoltre ricordato che i ministeri si sono già attivati mettendo a disposizione circa 170 milioni di euro per interventi in diversi ambiti, mentre la gestione dell’emergenza resta in raccordo con i presidenti delle Regioni interessate, che svolgono il ruolo di commissari per i rispettivi territori.
Nel corso del punto stampa, la presidente del Consiglio ha anche richiamato alla prudenza sulle decisioni riguardanti la delimitazione dell’area a rischio frana. “Dove io chiedo di non forzare, perché sarebbe un errore, è nella definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana, perché quelle non sono decisioni sul piano politico ma su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni, magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini, e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza”.
“Questo non lo voglio fare e penso che non si debba forzare per la sicurezza e la salute. Credo che oggi Niscemi sia il Comune più monitorato d’Europa, perché ci sono tutte le migliori eccellenze da questo punto di vista, dal Genio militare alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco. Stanno lavorando tutti perché puntiamo a dare queste risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è invece quella che si può recuperare. Per fare questo c’è bisogno del tempo che è necessario, e non è una decisione che secondo me si può forzare, sarebbe irresponsabile”.
Le parole di Musumeci
“La Premier ha mantenuto l’impegno che aveva assunto. Ha detto che tornerò con più calma a Niscemi e l’ha fatto”, lo ha detto il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci commentando la visita di oggi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella città del Nisseno.
Musumeci ha spiegato che le attività sono state suddivise tra i diversi livelli istituzionali: “Stiamo cercando di suddividerci i compiti, è in fase di definizione un cronoprogramma già concordato in una recente riunione, mentre l’attenzione resta puntata sugli effetti del ciclone, sui nuovi finanziamenti e sulla necessità di accelerare i tempi”.



