Giorgia Meloni non è riuscita a trovare un tavolo con le opposizioni sulla crisi internazionale provocata dalla guerra in Iran. Però ha ritrovato una unità di intenti con il presidente Sergio Mattarella. Ed è questo, oggi, che conta di più, con il governo e la presidenza della Repubblica che mostrano il volto unico dell’Italia davanti a una crisi internazionale che non sembra di facile né di breve soluzione.
È un capolavoro di equilibrio il comunicato diramato dal Colle a sintesi della riunione del Consiglio Supremo di Difesa che si è svolto oggi al Quirinale. A presiedere l’incontro (come prevede la Costituzione) non poteva che essere il capo dello Stato. Alla riunione hanno partecipato, oltre alla premier a Mattarella e Meloni, anche come Antonio Tajani, Guido Crosetto, Matteo Paiantedosi, Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti, Alfredo Mantovano, unitamente al Capo di Stato Maggiore, Luciano Portolano.
Parole ben ponderate e meditate, quelle che Mattarella ha voluto mettere nero su bianco nel comunicato, ma dove non ci rifugia nel generico e dove si dicono le cose cvome stanno. Si dice chiaramente che la guerra è stata scatenata da Israele e dagli Stati Uniti e che questo conflitto sta “producendo gravi effetti destabilizzanti nell’intera regione del vicino Medio Oriente e nell’area del Mediterraneo”. Ma poi si punta anche l’indice con le “gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche” e si mette in guardia dal rischio che l’Iran possa acquisire le armi nucleari.
Nel comunicato si evidenzia anche “come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia di aprire spazi a forme di guerra ibrida “. “Per l’insieme di queste ragioni – si legge ancora – l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento”. Il Consiglio ha preso atto favorevolmente all’ok del Parlamento a rispondere alle richieste dei Paesi alleati di assistenza nella loro difesa ma anche “sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico“. È stato preso atto, anche, che “eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”.
Il Consiglio, si legge nel comunicato, “ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea – e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica – e intercettati dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale”.
Insomma, il momento è difficile, ma l’Italia c’è e le sue istituzioni si mostrano unite



