Primarie sì primarie no: è scontro tra maggioranza e opposizione

venerdì, 27 Marzo 2026
1 minuto di lettura

 

La quaestio relativa alle primarie è ancora sotto i riflettori e al centro del dibattito politico italiano, con la maggioranza e l’opposizione che si scontrano sulla necessità o meno di adottare questo sistema per scegliere i leader dei partiti. Il governo Meloni, dal canto suo guidato da Fratelli d’Italia, ha espresso scetticismo sulle primarie, mentre l’opposizione, guidata dal Partito Democratico di Elly Schlein e dal Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, è a favore di questo sistema. Ma quali sono le ragioni del campo largo? L’opposizione ritiene che le primarie siano necessarie per garantire la democrazia e la partecipazione dei cittadini alla scelta dei leader politici. Schlein e Conte hanno sottolineato l’importanza di questo sistema per contrastare la destra nazionalista e per unire l’opposizione in un fronte comune. La maggioranza, invece, rimane scettica ritenendo che possano essere un sistema troppo costoso e poco efficace. Inoltre, alcuni esponenti della maggioranza hanno espresso preoccupazione per il fatto che le primarie possano favorire la frammentazione politica e la polarizzazione. I sondaggi parlano chiaro e mostrano un sostegno stabile per i principali partiti italiani, con Fratelli  d’Italia al 29%, il Partito Democratico al 22% e il Movimento 5 Stelle al 12%. Ma qual’è la strada da seguire? La questione primarie è solo uno degli aspetti dello scontro tra maggioranza e opposizione. Per mettere al tappeto l’esecutivo Meloni, l’opposizione deve lavorare insieme e trovare un leader unificante e tutti al momento convergono sull’ex premier Giuseppe Conte. Sarebbe infatti il lui il favorito delle primarie, merito o no della Schlein che ha ricompattato il partito i sostenitori dell’ex premier del M5S salgono addirittura addirittura al 42,6% se la rosa dei candidati viene ristretta a tre soli nomi (Conte, Salis, Schlein). A sorpresa, in entrambi i casi al secondo posto si piazza la sindaca di Genova Silvia Salis che batte l’attuale segretaria Dem Elly Schlein. Le primarie potrebbero essere la chiave del cambiamento, ma è necessario che l’opposizione si presenti unita e con un programma chiaro ma al momento la nebulosa e lo stallo all’interno del campo largo la fanno da padrone. Resta poi il nodo della legge elettorale: con quella attuale il candidato premier coincide di fatto con il leader del partito più forte della coalizione, che oggi è ancora Schlein. Se invece il sistema venisse modificato rendendo obbligatoria l’indicazione preventiva del candidato, le primarie avrebbero tutto un altro ruolo. E diventerebbe dirimente decidere come farle: aperte o chiuse, a uno o due turni. L’esito del referendum potrebbe aver spianato la strada alle primarie? Chi può dirlo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.