Duro confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader di Italia Viva Matteo Renzi durante il question time al Senato. L’ex premier ha accusato il governo di non essere “all’altezza delle sfide” e ha attaccato la premier definendola “una copia sbiadita” rispetto all’inizio della legislatura. Meloni ha replicato rivendicando i risultati dell’esecutivo su fisco ed evasione.
Renzi contro Meloni, il confronto al premier time in Senato
“Presidente Meloni, la ricordo all’inizio della legislatura e mi sembra oggi una copia sbiadita. Lei ha perso un referendum costituzionale e non si è dimessa, è stata sedotta e abbandonata da Trump, si rende conto di avere un Governo non all’altezza delle sfide e una maggioranza incapace di rispettare le critiche delle opposizioni”, ha dichiarato Renzi illustrando un’interrogazione a risposta immediata. L’ex presidente del Consiglio ha poi criticato la gestione delle crisi geopolitiche: “Di fronte allo Stretto di Hormuz la vostra proposta politica è la legge elettorale, non siete all’altezza delle sfide geopolitiche”. Renzi ha anche attaccato la gestione del governo definendolo “la famiglia Addams” e ha contestato alla premier di non rispettare la norma sul premier time: “Il presidente del Consiglio non viene in Aula perché noi la invochiamo. Viene in Aula perché c’è un articolo del regolamento del Senato, il 151 bis, che impone di venire ogni due mesi. È venuta l’ultima volta più di un anno fa”, ha precisato.
“Qualche tassa l’abbiamo aumentata anche noi, signori, sì, lo confesso, sulle banche, sulle assicurazioni e sulle società energetiche. Capisco che questo faccia innervosire alcuni, ma abbiamo pensato di utilizzare quelle risorse per aiutare i ceti deboli e le famiglie maggiormente in difficoltà”, ha rivendicato Meloni. La presidente del Consiglio ha poi difeso il bilancio fiscale del governo: “Questo governo non ha aumentato le tasse, le ha diminuite. È possibilissimo che la pressione fiscale aumenti perché misura il rapporto tra le entrate dello Stato e il Pil. Ma le entrate aumentano anche quando c’è più gente che paga le tasse perché ha trovato un posto di lavoro”, ha spiegato. Sul fronte dell’evasione fiscale, Meloni ha dichiarato: “Ricordo che questo governo negli ultimi tre anni sulla lotta all’evasione ha recuperato circa 100 miliardi di euro”.
Rispondendo al capogruppo Pd Francesco Boccia, Meloni ha elencato i provvedimenti dell’esecutivo: “Non ricordo tutte le riforme che abbiamo fatto, però sicuramente così su due piedi mi viene in mente la riforma del Codice degli appalti, la riforma fiscale, la riforma degli Its, la riforma della Corte dei conti, la riforma dei Fondi di coesione”. La premier ha anche rimproverato il Pd per essersi sfilato dalla riforma di Roma Capitale: “Altrimenti avremmo fatto anche una riforma che probabilmente, a parti invertite, se il sindaco fosse stato di FdI, il governo di centrosinistra non avrebbe mai fatto. Noi non ragioniamo così a differenza sua, collega Boccia”, ha concluso.



