«L’elettorato è affezionato alla Costituzione, il che non vuol dire che non possa essere cambiata, come è già successo. Però una riforma ampia, sistematica, richiederebbe un periodo costituente come quello che ci fu con l’Assemblea costituente e che partì proprio 80 anni fa». Le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 si sono aperte con le riflessioni del presidente della Corte Costituzione Giovanni Amoroso. Il presidente della Consulta ha partecipato, con le Alte cariche dello Stato, alla cerimonia per la deposizione di una corona di alloro all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Insieme agli altri giudici costituzionali, ha poi preso posto nella tribuna d’onore ai Fori, per assistere alla tradizionale sfilata.
Poche ore prima, all’alba, le forze dell’ordine hanno bloccato il blitz di sei attivisti appartenenti a Extinction Rebellion nei pressi della parata. È stata la stessa organizzazione a spiegare l’accaduto: «Questa mattina all’alba sei persone che stavano per entrare in azione per Extinction Rebellion sono state prelevate dalle forze dell’ordine nelle vicinanze dell’Altare della Patria, dove si tiene la cerimonia del 2 giugno con le più alte cariche dello Stato. Da più di cinque ore gli avvocati del movimento non riescono ad ottenere informazioni da parte della Questura e dei Commissariati circa lo stato delle sei persone. Quanto successo rappresenta una violazione delle norme da parte delle forze di polizia: chiunque si trovi in stato di fermo, che sia per identificazione, fermo preventivo o arresto, ha il diritto che i propri famigliari o avvocati siano immediatamente informati».
Il gruppo aveva con sé uno striscione con il messaggio “Ripudiare la Guerra, difendere la Terra”, da esporre, secondo gli attivisti, in “un luogo fortemente simbolico”. «Mentre in queste ore si festeggia la Repubblica nata dalla lotta antifascista, i suoi principi fondanti vengono calpestati – dice ancora Extinction Rebellion – una Repubblica democratica non può tollerare che qualcuno possa semplicemente sparire nelle mani dello Stato, neppure per qualche ora».
Per il resto la cerimonia si è conclusa secondo il tradizionale protocollo. Dopo la deposizione della corona di allora davanti al Milite Ignoto, ad aprire le celebrazioni, è stato l’arrivo del presidente a bordo della Lancia Flaminia, scortato dal reggimento dei corazzieri a cavallo. Subito dopo la resa degli onori al Capo dello Stato, la sfilata dei sindaci, circa 280 provenienti da tutta Italia, e l’inno nazionale, cantato quest’anno da Andrea Bocelli. Chiusa l’esibizione canora, ha preso ufficialmente il via la parata con il passaggio delle bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, e i Gonfaloni delle Regioni, delle Province Autonome, dell’Upi e dell’Anci. Successivamente, sono state esposte le bandiere delle organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, ovvero l’Onu, la Nato, l’Ue e gli Organismi multinazionali. Terminata l’apertura ufficiale, la parata è stata organizzata in settori, rappresentanti le varie componenti dello Stato. Nel primo hanno sfilato i gruppi sportivi olimpici e paralimpici delle varie Forze armate, compresi gli atleti di Milano-Cortina, e i veterani e il Personale Civile della Difesa, mentre il secondo è stato dedicato alle Forze speciali e il terzo all’Esercito italiano. Il quarto settore ha visto invece sfilare i reparti della Marina militare, il quinto quelli dell’Aeronautica militare e il sesto i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri. I corpi della Guardia di finanza sono stati protagonisti del settimo settore, mentre l’ottavo è stato dedicato ai Corpi militari e ausiliari dello Stato e il nono ai Corpi Armati e non a Ordinamento civile dello Stato. Presenti anche i corpi civili: dalla protezione civile ai vigili del fuoco, fino ai volontari del servizio civile. Terminato il passaggio di questo ultimo settore, è stata la volta della Fanfara del 6° reggimento dei Bersaglieri che ha preceduto il passaggio dei reggimenti a cavallo. A questo punto, lo spettacolo si è spostato in cielo, dove sono comparsi decine di elicotteri delle forze armate e dei Vigili del fuoco in formazione. Annullato per quest’anno, causa meteo avverso, il lancio dei paracadutisti della Folgore che da tradizione avrebbero portato il tricolore in strada. Tricolore che è stato comunque trasportato dai rappresentanti dei corpi che hanno partecipato alla rivista. Il passaggio delle Frecce Tricolori ha poi segnato la fine della cerimonia, che il presidente ha lasciato a bordo della Lancia Flaminia per far ritorno al Quirinale sfilando dinanzi all’immenso tricolore esposto dai vigili del Fuoco all’esterno del Colosseo.
«Il 2 giugno è una festa di riconoscenza e responsabilità, ma anche di orgoglio – ha commentato la premier Giorgia Meloni – di riconoscenza perché quello che abbiamo oggi, dobbiamo ricordare che l’ha costruito qualcuno prima di noi, con grandi storie e piccoli gesti quotidiani. Di responsabilità perché dopo 80 anni dobbiamo chiederci che Repubblica vogliamo essere domani. Penso che questa Nazione abbia tutte le carte in regola per essere più ambiziosa, credo che nonostante le difficoltà stia dando grande prova di sé, e quindi mi piacerebbe, per questo, che fosse il 2 giugno anche una festa di orgoglio, oltre che di riconoscenza e responsabilità».
Infine, una nota di colore. Briciola, la cagnolina entrata ufficialmente a far parte della famiglia della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo nel 2014, va in “pensione”, ma difficilmente sarà dimenticata dopo essere diventata un’attrazione fissa della parata militare. Arruolata a un solo anno di vita, Briciola ha vissuto tutta la sua carriera fino a conquistarsi i gradi di vicebrigadiere all’interno della caserma di viale Tor di Quinto, coccolata da tutti e capace di muoversi con una disinvoltura sorprendente in mezzo ai cavalli. La scelta cadde su di lei proprio perché non dimostrava alcuna paura a muoversi tra i cavalli. Il momento clou della sua vita militare coincise con il 2015, quando davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, improvvisò una capriola destinata inevitabilmente a diventare virale e ad allargarne a dismisura la fama. Ora, svestita la divisa, sarà adottata da un ufficiale.



