Non c’è pace per Salvini: sta per nascere una nuova Lega?

lunedì, 8 Giugno 2026
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Matteo Salvini sta passando un periodo decisamente travagliato, dentro e fuori il suo partito. Fuori perché l’ascesa di Roberto Vannacci gli sta erodendo base e dirigenti. Dentro – ed è la novità di questi giorni- perché un pezzo da novanta  come Luca Zaia spinge con decisione per un cambiamento profondo della Lega, un partito che in questi giorni si interroga seriamente sul proprio futuro.

Di cosa si tratta? Di attuare un’idea che circola da tempo: la trasformazione del Carroccio in un’entità duale, sul modello della Cdu-Csu tedesca. Ci sarebbe, al Nord, una Lega territoriale (come appunto la Csu, che ha la sua base in Baviera) e ce ne sarebbe un’altra a livello nazionale. Le due Leghe sarebbero unite da un accordo federale, ma avrebbero ciascuna il proprio simbolo, la propria identità, la propria linea.

Tutto è nato dalla proposta di Salvini a Zaia di assumere la carica di vicesegretario del partito. L’ex governatore del Veneto s’è riservato di accettare alla sola condizione che la Lega cambi natura e fisionomia, che si faccia, per l’appunto, in due. «Non farò mai il vice -avrebbe detto ai suoi amici- con una scrivania accanto a quella del segretario». Per arrivare a una Lega come la Cdu-Csu tedesca occorre prima di tutto cambiare lo statuto del partito. L’occasione per farlo è la convention che il Carroccio terrà a Treviso il 4 e il 5 luglio.

Tempi strettissimi, che mettono in difficoltà il leader. Le due Leghe comporterebbero infatti una drastica riduzione di potere del segretario, che perderebbe influenza al Nord, culla e serbatoio elettorale del Carroccio. Non è una scelta semplice per Salvini. Che farà? Potrebbe opporsi alla proposta di Zaia, ma un conflitto interno sarebbe in questo momento letale per la Lega. A parte la concorrenza sempre più agguerrita di Vannacci, c’è da considerare che l’ex governatore del Veneto è appoggiato dal governatore del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga, e da quello della Lombardia, Attilio Fontana.

Al di là di quello che potrà accadere nelle prossime settimane e se si arriverà o meno a un compromesso tra Salvini e Zaia, rimane il fatto che la Lega ha comunque bisogno urgente di un rilancio. Il declino del Carroccio è cominciato con la fine dell’esperienza del governo giallo-verde con il M5S ed è andato avanti inesorabilmente in questi anni.

Qualcosa di importante i vertici leghisti devono fare e non può trattarsi, al punto in cui siamo, di un mero maquillage propagandistico. Il modello Cdu-Csu potrebbe anche funzionare, anche perché avrebbe il pregio di restituire alla Lega la sua forza originaria, che viene appunto dai territori padani. La scelta di Salvini di radicare il partito nell’area sovranista europea e di contrastare da ”destra” l’alleata-rivale Giorgia Meloni è seriamente compromessa oggi dall’ascesa di Vannacci.

In fondo, Zaia e gli altri governatori chiedono di tornare all’”antico”, di riprendere un discorso interrotto dal leader quando scelse la via della “Lega nazionale”. Il problema è che la situazione italiana non è più la stessa del tempo di Umberto Bossi: molte cose sono cambiate nel “popolo” leghista e nulla può tornare come prima. La soluzione delle due Leghe è comunque originale e potrebbe, nel medio periodo, dare i suoi frutti. Però non si sa mai. La politica non è una scienza esatta.

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