Un debutto destinato a entrare nei libri di storia della finanza. SpaceX, la società spaziale fondata da Elon Musk, ha fatto il suo ingresso al Nasdaq con la più grande offerta pubblica iniziale mai realizzata sui mercati mondiali. L’azienda ha collocato 555 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna, raccogliendo circa 75 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione vicina ai 1.800 miliardi. Numeri che superano ogni precedente record e che rafforzano ulteriormente la posizione del magnate sudafricano ai vertici della classifica degli uomini più ricchi del pianeta.
Per Musk si tratta di una giornata spartiacque. Fino a ieri le quote della società erano detenute da investitori privati e dipendenti; da oggi chiunque abbia accesso al mercato americano può acquistare una fetta dell’azienda che ha rivoluzionato il settore spaziale grazie ai razzi riutilizzabili e alla costellazione satellitare Starlink.
L’effetto sul patrimonio personale del fondatore è stato immediato. Secondo le stime di Forbes, la quotazione ha aggiunto quasi 190 miliardi di dollari alla sua ricchezza, portandolo a sfiorare la soglia simbolica dei mille miliardi. Un traguardo che farebbe di Musk il primo trilionario della storia moderna.
La sua fortuna continua a poggiare soprattutto su SpaceX. L’imprenditore controlla infatti una quota enorme della società, a cui si aggiungono le partecipazioni in Tesla, Neuralink e Boring Company. Un impero costruito partendo dai circa 200 milioni di dollari ottenuti alla fine degli anni Novanta con la vendita di Zip2 e PayPal.
Ma il debutto di SpaceX non è soltanto una storia di miliardi. È anche il riconoscimento di una scommessa che per anni sembrava destinata al fallimento. Lo stesso Musk ha ricordato ai dipendenti che all’inizio attribuiva al progetto meno del 10% di possibilità di successo. «Probabilmente falliremo, ma dobbiamo provarci comunque», ripeteva allora.
Oggi, davanti ai dipendenti riuniti a Starbase, in Texas, il tono era decisamente diverso. «SpaceX vuole portarvi sulla Luna, su Marte e oltre», ha dichiarato, rilanciando la visione che accompagna l’azienda fin dalla sua fondazione. Non soltanto missioni per astronauti e scienziati, ma l’obiettivo, almeno nelle intenzioni del fondatore, di rendere lo spazio accessibile a chiunque.
Intanto il mercato festeggia. L’Ipo è stata richiesta dagli investitori per un ammontare quasi quattro volte superiore alle azioni disponibili, segnale di una fiducia enorme nelle prospettive del gruppo. E c’è un altro dato destinato a fare notizia: circa 4.400 dipendenti dell’azienda diventeranno milionari grazie alle azioni ricevute come parte della loro retribuzione.
Dalla conquista dello spazio a quella di Wall Street. Per Elon Musk, il traguardo di Marte resta l’obiettivo dichiarato. Ma da oggi anche il traguardo del primo trilione di dollari appare un po’ meno lontano.



