La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta a Roma all’evento “Il giorno della Verità”, organizzato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, che l’ha intervistata in diretta. Un’ampia conversazione nel corso della quale la premier ha toccato i principali dossier di politica interna e internazionale: la solidità della coalizione di governo, la crisi nello Stretto di Hormuz, la riforma della legge elettorale, il rapporto con gli alleati europei e statunitensi e le prossime scadenze elettorali.
Meloni ha rivendicato con forza i risultati dell’esecutivo dopo quasi tre anni di governo, difeso la proposta di riforma costituzionale che prevede l’indicazione diretta del presidente del Consiglio da parte dei cittadini e attaccato indirettamente le opposizioni, liquidate come “scarsissime” rispetto a un centrodestra che definisce comunque solido. Ampio spazio anche alla crisi di Hormuz e alla disponibilità italiana a partecipare a una missione internazionale per la libertà di navigazione.
Meloni sul rapporto con gli USA: “Deve restare quello che è sempre stato”
“Sfido oggettivamente molti altri ad arrivare dopo quattro anni di governo, con i tempi che noi abbiamo dovuto attraversare, con una maggioranza solida come quella che noi possiamo vantare”, ha dichiarato Meloni. “Quindi lo voglio dire per dire che sono fiera della mia maggioranza”.
Sulla tenuta del centrodestra alle prossime elezioni, la premier ha precisato di non curarsi delle “alchimie” e dei movimenti tattici nel campo avversario, comprese le possibili evoluzioni legate alla figura di Roberto Vannacci. “Io seguo il dibattito, le alchimie, l’algebra e l’aritmetica, ma la politica è un’altra cosa”, ha detto Meloni. “Quando arriveranno le elezioni, lì varrà solamente: al governo ci vuoi il centrodestra o il centrosinistra? Il campo largo o la coalizione che hai conosciuto in questi anni? Gli italiani diranno chi li rassicura di più, chi può meglio governare la nazione in questa tempesta”.
Sul fronte internazionale, Meloni ha invitato a ricondurre il dibattito di politica estera alla sua reale complessità. “Noi dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità in cui devono stare, perché delle volte parliamo di politica estera come se fosse Temptation Island”, ha detto, citando i meme circolati sui social. “La politica estera è una cosa più complessa di questo”.
Quanto al rapporto transatlantico, la premier ha escluso qualsiasi cambio di rotta. “Non cambio idea. La politica estera sarà quella che è stata negli ultimi ottant’anni. Non cambio idea su quanto sia importante mantenere solido il rapporto fra Stati Uniti ed Europa”, ha dichiarato Meloni.
Hormuz: “L’Italia deve fare la sua parte”
Particolare attenzione la premier ha riservato alla questione della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. “È una grandissima questione, non solo perché abbiamo visto quanto quanto accaduto nello Stretto di Hormuz abbia inciso sull’economia globale e, conseguentemente, su quella europea e italiana”, ha spiegato Meloni. “Se consentissimo il pagamento di un pedaggio immaginato dagli iraniani sullo Stretto di Hormuz, ci ritroveremmo catapultati in un mondo nel quale ogni snodo fondamentale del commercio diventerebbe uno strumento di pressione sugli Stati e potrebbe essere utilizzato come un’arma”.
La premier ha quindi confermato la disponibilità italiana a partecipare a una missione internazionale: “Abbiamo dato la nostra disponibilità, chiaramente in uno scenario di pace, a partecipare a una missione per garantire la libertà di navigazione a livello internazionale, missione che richiederebbe naturalmente l’autorizzazione del Parlamento. Penso che l’Italia dovrebbe fare la sua parte”, ha sottolineato.
Elezioni e il fenomeno Vannacci
“Mi sono fatta l’idea che la sinistra parli molto di Vannacci perché, non potendo parlare della propria coalizione, cerca disperatamente di raccontare che i problemi siano nella nostra. Renzi era così impegnato a tirare la volata a Vannacci non si è nemmeno accorto che non era stato neppure invitato alla riunione dei leader del centrosinistra…” scherza la premier Giorgia Meloni”.
“Quando arriveranno le elezioni – prosegue la leader di Fdi – conterà soltanto: gli italiani vorranno il centrodestra o il centrosinistra? Vorranno il campo largo o la coalizione che hanno conosciuto in questi anni? Vorranno il premier che verrà indicato dall’altra parte o quello che indicheremo noi? Alla fine conterà solo questo. Non serviranno più i sondaggi, le chiacchiere di Renzi, le alchimie”.
Sul tema della legge elettorale, Meloni si è espressa con nettezza contro un eventuale ritorno al proporzionale puro. “Sarebbe un peccato tornare indietro. Oggi noi siamo visti come un’ancora di stabilità in un’Europa instabile”, ha affermato. “La legge elettorale non dà un vantaggio a nessuno, è una legge proporzionale, chi prende più voti governa, ma dà a chi prende più voti la facoltà di avere una maggioranza per governare cinque anni. Vinca il migliore, serve all’Italia, sarebbe devastante tornare indietro”.
Sulla proposta di indicazione diretta del presidente del Consiglio, la premier ha risposto alle critiche delle opposizioni con una battuta in romanesco: “Sull’indicazione del premier posso capire che nel campo largo non siano d’accordo perché hanno oggettivamente un problema di chi ‘ce mettiamo’”. Poi ha aggiunto: “È un fatto di chiarezza verso i cittadini, di democrazia. Mettere la capacità decisionale nelle mani dei cittadini in una nazione in cui sono diventati presidenti del Consiglio persone che non si erano mai candidate al consiglio comunale ha un senso”.
Rispondendo alle critiche delle opposizioni sull’operato del governo, Meloni non ha usato mezzi termini: “Può anche darsi che noi siamo scarsi, ma allora loro erano scarsissimi, perché molte cose vanno molto meglio di quando al governo c’erano i nostri predecessori”, ha detto la premier. Sul fronte dei prezzi dei carburanti, ha spiegato che le risorse disponibili sono state finora utilizzate per calmierare i prezzi alla pompa: “Confido che non saranno necessarie le risorse su questo nelle prossime settimane”, ha precisato.
La sigaretta spenta il primo maggio
A margine dei temi politici, Meloni ha rivelato di aver smesso di fumare quasi due mesi fa. Belpietro le aveva fatto notare di aver scelto un periodo particolarmente turbolento per farlo. “Ma scusi, lei ne ha visto uno migliore da inizio legislatura? Mi dica quale è stato quello tranquillo”, ha risposto ironica. “Ho smesso il primo di maggio, sto tenendo. Abbiamo fatto sparire tutto, sigarette, posacenere, accendini. Sono molto fiera di averlo fatto senza apparire sulle cronache. E l’ho fatto nonostante fosse un periodo difficile, perché sono dell’idea che quando hai un periodo brutto, tanto vale che ci inserisci tutte le cose brutte che devi fare, così te lo sei tolto ed è andata”.



