Macron-Meloni: gelo sciolto, in Costa Azzurra si riaccende l’alleanza

venerdì, 26 Giugno 2026
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Intesa ritrovata? Pare che sotto il sole di Cap Antibes in Costa Azzurra il gelo tra Parigi e Roma è finito definitivamente. A Villa Eilenroc, sede del 36° vertice intergovernativo franco-italiano, Emmanuel Macron sdrammatizza: “Tutti viviamo con lo stesso clima, che è caldo. Non c’è più nulla di glaciale”. Giorgia Meloni sorride: “Mi sono un po’ divertita leggendo tutti i retroscena sul nostro rapporto”. Siparietto iniziale al Museo Picasso: “Da quanto tempo non ci vediamo”, scherza Macron. Meloni ricambia.  Ed è con questo passo che inizia il meeting tanto atteso tra i due paesi europei più invidiati del mondo. In realtà i due premier si sono incrociati più volte in pochi giorni: G7 di Evian, Consiglio europeo, vertice E-5 a Berlino sull’Ucraina. Dietro le battute, i numeri. La relazione tra i die Stati è strutturata e profonda. “Senza di noi Europa e Occidente non sarebbero quello che sono”, dice Meloni. L’incontro in Costa Azzurra in sintesi ha prodotto intese su tutti i dossier caldi. Sicurezza e migrazione: su questo fronte nasce una  task force mista italo-francese per l’immigrazione irregolare, in attuazione del Patto Ue. Sul fronte difesa: i due hanno stilato un cronoprogramma 2026-2031 con focus sul Samp/T, l’unico sistema europeo di difesa aerea a lungo raggio. E ancora ul fronte spazio: c’è la piena cooperazione sul programma Bromo per un campione europeo. Così come per le infrastrutture: via libera all’asse ferroviario Marsiglia-Nizza-Genova e conferma per la Torino-Lione. Sul nucleare infine Macron apre ad una partnership industriale globale con Roma. Sul narcotraffico: l’impulso alla coalizione europea con evento a San Patrignano. La dichiarazione finale chiede un’Europa più unita, sovrana, competitiva e copre IA, automotive, interferenze straniere. Spunta anche un interessante programma Young Leaders franco-italiano. Il messaggio è politico prima che tecnico: mostrare unità quando Bruxelles è divisa. Meloni e Macron mettono da parte i toni personali e blindano l’asse su difesa, migrazione e industria. Il Samp/T e il nucleare segnano una convergenza strategica, la ferrovia ligure-côte d’Azur tiene insieme territori e voti. Il “non c’è più gelo” in realtà serve a entrambi: a Parigi per ritrovare peso nel Mediterraneo, a Roma per accreditarsi come interlocutrice affidabile. L’intesa è ostentata, ma concreta. Resta da vedere se i proclami diventeranno fondi e cantieri. Per ora, almeno a Villa Eilenroc a Map d’Antibes, il clima è davvero caldo.

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