Addio a Fulvio Lucisano, l’ultimo grande produttore del cinema italiano

martedì, 18 Agosto 2026
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Fulvio Lucisano

ll’età di 98 anni si è spento il fondatore della Italian International Film. Dai cinegiornali del dopoguerra al “Miracolo italiano”, dai sodalizi con Alberto Sordi e Mario Bava alla scommessa Massimo Troisi, fino ai successi internazionali da Oscar: storia di un protagonista assoluto dell’industria audiovisiva italiana.

Con la scomparsa di Fulvio Lucisano, avvenuta all’età di 98 anni, il cinema italiano perde una delle sue ultime figure leggendarie. Lucisano ha fatto parte di quella straordinaria generazione che visse l’Italia ferita e devastata dalla Seconda Guerra Mondiale ma che da quell’umiliazione trasse il coraggio, la determinazione e la visione per far risorgere il Paese, trasformandolo in una potenza industriale e culturale nel giro di soli quindici anni. È stato a tutti gli effetti uno dei grandi architetti del cosiddetto “Miracolo italiano”.

Nato a Roma il 1° agosto 1928 e laureatosi in Giurisprudenza alla Sapienza nel 1954, per Lucisano — come per tanti ragazzi cresciuti tra la guerra e l’autarchia — il grande schermo rappresentò la magia di un mondo nuovo, affascinante e denso di emozioni. Il suo esordio nel settore avvenne giovanissimo: già nel 1949 partecipò alle riprese del documentario Anno Santo per il Giubileo del 1950, per poi collaborare con l’Istituto Luce ai cinegiornali per l’America Latina e realizzare circa trecento documentari per la Documento Film, tra cui Lo scrigno del Cardinale, dedicato ai capolavori della Galleria Borghese.

L’apertura internazionale e la nascita della IIF

La formazione di Lucisano si consolidò a stretto contatto con l’imprenditoria straniera, in particolare statunitense, permettendogli di sviluppare una naturale proiezione verso i mercati internazionali. Questa prima fase fu propedeutica alla produzione del suo primo lungometraggio, I quattro del getto tonante (1955), girato in VistaVision con una macchina da presa modificata artigianalmente insieme a Giovanni Ventimiglia e successivamente adottata dalla Technicolor.

Il 1° agosto 1958 nacque ufficialmente la Italian International Film (IIF). Il nome stesso volle essere un omaggio dichiarato all’American International Pictures (la fucina di talenti come Francis Ford Coppola e Roger Corman), rivendicando la pari dignità del cinema di genere e la centralità del pubblico. Con la IIF, Lucisano firmò opere diventate autentici cult internazionali: dai celebri film di Mario Bava come Terrore nello spazio e Le spie vengono dal semifreddo, fino ai thriller di Massimo Dallamano come Cosa avete fatto a Solange?, consacrati e restaurati nel 2005 alla 62ª Mostra del Cinema di Venezia.

I grandi maestri, i talenti e il prestigio degli Oscar

Nella sua cinquantennale carriera da produttore, Lucisano ha dimostrato un’eccezionale versatilità nel coniugare la commedia popolare, le grandi produzioni industriali e il cinema d’autore più ambizioso. Nel 1981 intuì il genio di Massimo Troisi producendo il suo folgorante esordio Ricomincio da tre, superando i timori della vigilia sulla comprensibilità del dialetto e trasformandolo in un fenomeno di costume nazionale.

La sua firma ha accompagnato i più grandi autori e interpreti del nostro cinema: dai film con Alberto Sordi (Il tassinaro) ai capolavori di Mauro Bolognini (Per le antiche scale), Luigi Comencini (Un ragazzo di Calabria), Franco Zeffirelli (Il giovane Toscanini) e Francesca Archibugi (Il grande cocomero). Tra le produzioni e coproduzioni internazionali di maggior prestigio spicca Farinelli – Voce regina (1994) di Gérard Corbiau, che conquistò il Golden Globe e la candidatura all’Oscar come Miglior Film Straniero, portando il marchio IIF ai vertici del cinema mondiale insieme ad altri titoli di risonanza internazionale.

Senza mai abbandonare l’intrattenimento di massa, ha prodotto franchise storici come la saga di Fantozzi nei primi anni Novanta e, nel 2006, ha scommesso sull’esordio di Fausto Brizzi con Notte prima degli esami, inaugurando una nuova stagione per la commedia generazionale italiana.

L’impero distributivo, la televisione e l’esercizio

Lucisano non è stato soltanto un grande produttore, ma un visionario dell’intera filiera industriale. Come distributore ha portato nelle sale italiane oltre 400 titoli di livello mondiale, da America 1929 – Sterminateli senza pietà di Martin Scorsese a Thelma & Louise di Ridley Scott, fino al vincitore del Premio Oscar Indocina con Catherine Deneuve e a blockbuster come Lord of War o John Rambo.

A partire dagli anni Ottanta ha rivoluzionato anche l’esercizio cinematografico, gestendo storici circuiti, creando miniplex insieme ad Aurelio De Laurentiis e inaugurando moderne strutture come il Multiplex Andromeda di Roma e il gruppo Stella Film nel Sud Italia. Dal 2004 ha poi guidato con successo la IIF nella produzione televisiva, firmando fiction e serie TV di grande ascolto come Ricomincio da me, L’Inchiesta, fino ai recenti successi di Mina Settembre e Guida astrologica per cuori infranti.

Insignito nel 2007 del titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente Giorgio Napolitano e premiato nel 2009 con un David di Donatello Speciale per i suoi cinquant’anni di attività, Fulvio Lucisano lascia un’eredità culturale e industriale che prosegue oggi sotto la guida delle figlie Federica e Paola.

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