NARCISISTA E LA SUA PARTNER: LA DANZA DEGLI SCHEMI

Salute

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PREMESSA: in questo articolo, riferendomi al narcisista, farò ricorso al maschile molto spesso, per questioni squisitamente statistiche: le statistiche infatti mostrano una prevalenza del disturbo narcisistico di personalità (DNP) di circa il 70-80% a carico della popolazione maschile. Tuttavia questo disturbo, o anche solamente tratti narcisistici sono ben rappresentati anche all’interno della popolazione femminile. 

Il narcisista è spesso una persona carismatica, brillante e piacevole – soprattutto ad un primo superficiale sguardo: lo si può riconoscere per la particolare cura ed attenzione al vestiario e alla forma fisica, per la predisposizione a brillare in compagnia, a porsi facilmente e volentieri al centro dell’attenzione, per la parlantina sciolta e la forzata simpatia. Ma dietro questa gradevole facciata vi è anche il lato “oscuro” del narcisista, che non sarà difficile conoscere dopo qualche tempo: l’arroganza, la presuntuosità, il sentirsi “speciale” e superiore, l’indisponibilità emotiva, l’atteggiamento critico e svalutante, la pressoché totale concentrazione dell’interesse unicamente sui propri bisogni, il malcelato disprezzo verso gli altri, la mancanza di empatia e rispetto, la pretesa di meritare trattamenti speciali e di non dover sottostare alle stesse regole del resto del genere umano.

Le donne si riconoscono per la loro capacità di essere sempre all’ultima moda, perfettamente vestite e truccate e insopportabilmente dedite alla raffinata ed impegnativa arte di essere perennemente al centro dell’attenzione, con pose teatrali, incapaci di ascoltare altri al di fuori di se stesse.

Ecco le più comuni caratteristiche riscontrate nel tipo narcisista (uomo o donna):

  • egocentrico e accentratore
  • svalutante
  • richiedente
  • diffidente e geloso
  • perfezionista e ipercritico
  • snob (“io sono meglio di tutti gli altri, io sono speciale”)
  • incapace di mettersi nei panni degli altri
  • emotivamente freddo e distaccato
  • bugiardo e circostanziale
  • centrato su di sé
  • teatrale: vuole stare al centro dell’attenzione
  • approfitta degli altri per i suoi scopi
  • non prova dispiacere o rimorso
  • tende ad avere dipendenze o ad abusare di sostanze (dipendenza da sostanze, alcol, internet, sesso…)

Maggiore è il numero di indicatori presenti, maggiore è l’entità “clinica” della manifestazione del disturbo; il DNP infatti può essere considerato come un insieme di caratteristiche che si manifestano lungo un continuum che va da un narcisismo “sano” e adattivo, ad un narcisismo patologico e disfunzionale, detto anche narcisismo maligno o perverso, fino a configurare un disturbo psicopatico.

LA FERITA DEL NARCISISTA

La ferita del narcisista è fondamentalmente la FERITA DEL NON AMORE O DELL’AMORE CONDIZIONATO: per non essere stato visto per ciò che era davvero: egli è stato invece idealizzato, adulato e posto sul piedistallo in quanto speciale e perfetto (quindi in dovere di mantenere tale immagine esteriore per non perdere l’amore dei genitori), oppure ripetutamente ferito e svalutato quando esprimeva se stesso in maniera vera.

Teme le emozioni, teme la propria vera identità, è spaventato dal rifiuto e dalla mancanza di ammirazione e spesso finisce per dipendere letteralmente dall’ammirazione degli altri e dal bisogno di sentirsi “unico e speciale”.

È un mondo grigio e triste… nel quale il solo modo per cavarsela è “galleggiare a pelo d’acqua” rifuggendo l’intimità con l’altro, il contatto con il sé profondo, e cercando a tutti i costi di essere perfetti, i migliori, quelli speciali e unici

COSA SONO GLI SCHEMI DISFUNZIONALI?

Gli individui narcisisti e le persone che subiscono la loro fascinazione e vi si trovano in relazione, possiedono specifici SCHEMI MALADATTIVI, che sono responsabili dei comportamenti disfunzionali presenti nella relazione. Jeffrey Young è il fondatore della “Schema Therapy”, una forma di concettualizzazione psicopatologica e di terapia, basata sull’approccio cognitivo comportamentale, gestaltico, interpersonale e sulla terapia basata sulle emozioni.

Questo approccio si basa sull’identificazione di 18 SCHEMI DISFUNZIONALI O TRAPPOLE che rappresentano veri e propri “temi di vita”, e hanno origine dalle esperienze dolorose vissute nella prima infanzia o adolescenza – in cui i bisogni fondamentali dell’individuo non sono stati soddisfatti in maniera adeguata, provocando una forte sofferenza. Ogni schema si compone di  aspetti cognitivi, pensieri e convinzioni, aspettative su di sé, sugli altri e sulla relazione, emozioni, percezioni, ricordi, comportamenti. Gli schemi disfunzionali nascono dall’interazione tra il temperamento del bambino e le esperienze difficili o dolorose che incontra precocemente.

Gli schemi possono restare INATTIVI per lunghi periodi della vita, per poi ATTIVARSI,  spesso in modo automatico e inconsapevole, quando si verificano – nel presente – eventi e condizioni che sono in grado di rievocare la passata sofferenza.

E’ allora che lo schema disfunzionale si attiva automaticamente e ci “sequestra”: veniamo allora come risucchiati nel tempo, riportati indietro di anni, finendo con il rivivere il passato invece di vivere nel presente, nel “QUI E ORA”.

18 SCHEMI DISFUNZIONALI che l’autore ha individuato sono i seguenti:

1) Abbandono/Instabilità

2) Sfiducia/Abuso

3) Deprivazione Emotiva

4) Inadeguatezza/Vergogna

5) Isolamento Sociale

6) Dipendenza/Incompetenza

7) Vulnerabilità

8) Invischiamento/Sé Poco Sviluppato

9) Fallimento

10) Pretese/Grandiosità

11) Scarso Autocontrollo E Disciplina

12) Sottomissione

13) Auto sacrificio

14) Ricerca Di Approvazione

15) Negatività/Pessimismo

16) Inibizione Emotiva

17) Standard Severi/Ipercriticismo

18) Punizione

Senza entrare nel merito di ogni singolo schema per descriverne origine, caratteristiche e modalità di manifestazione, mi limiterò in questa sede a individuare quali sono  gli schemi tipici dei narcisisti e quelli che essi sono in grado di ATTIVARE nell’altro, dando luogo ad una sorta di “tango relazionale” in cui entrambi i membri interagiscono sulla base dei loro schemi disfunzionali. Incastrandosi, avvitandosi, rendendo davvero difficile l’uscita dalla relazione.

GLI SCHEMI DISFUNZIONALI NEL NARCISISMO

  • DEPRIVAZIONE EMOTIVA.“nessuno potrà amarmi per ciò che sono davvero” dice il narcisista, ergo “non devo avere bisogno di nessuno” (stile di coping si ipercompensazione). Freddezza, distacco emotivo;
  • INADEGUATEZZA/VERGOGNA.Ad un livello profondo ed inconsapevole, si sente non amabile e si vergogna di sé. Tale sensazione viene mantenuta al di fuori della coscienza anche attraverso attività autoconsolatorie compulsive (troppo lavoro, sport, ecc…) e provoca il continuo bisogno di conferme del proprio valore eccezionale, di ammirazione e approvazione per il suo essere speciale;
  • SFIDUCIA/ABUSO.Crede che gli altri siano gentili con lui per ottenere qualcosa; è scettico e diffidente sulle motivazioni altrui e mantiene le distanze;
  • AUTOCONTROLLO INSUFFICIENTE.Rifiuta limiti e regole, che si applicano solo agli altri. Non tollera la frustrazione di non ottenere subito ciò che vuole;
  • PRETESE/GRANDIOSITA’.È lo schema tipico del narcisista. Ha bisogni grandiosi, si sente speciale e unico, vuole essere trattato di conseguenza con riguardi speciali. Ha sogni grandiosi e si sente superiore: tutto questo serve anche a “consolare” la strisciante e inconsapevole sensazione di non amabilità e inadeguatezza.
  • RICERCA DI APPROVAZIONE. Anche in questo caso lo schema cerca di soddisfare il bisogno di approvazione legato alla sensazione di non amabilità e inadeguatezza che viene mantenuta, per la maggior parte del tempo, fuori dalla coscienza. L’approvazione è il carburante necessario a tenere in movimento il meccanismo della perfezione/specialità. È un’ipercompensazione del profondo senso di solitudine e inadeguatezza;
  • STANDARD SEVERI.La spontaneità e il lasciarsi andare rappresentano una minaccia per il senso di inadeguatezza e non amabilità sottostante, perché potrebbero lasciar affiorare il vero Sé tenuto ben nascosto: perciò si deve sempre dar da fare per raggiungere la perfezione. Tenersi sempre impegnato per fare qualcosa…

 

SCHEMI CHE SI ATTIVANO NEL PARTNER

  • DEPRIVAZIONE EMOTIVA.Convinti di non poter essere amati davvero da nessuno, queste persone trovano nel narcisista il “compagno di schema” perfetto per rimettere in piedi le antiche scene: si sentono tristi, soli e non amati ma è tutto ok. SI tratta di qualcosa di familiare;
  • SFIDUCIA/ABUSO.Gli abusi e il comportamento profittatore del narcisista rievocano vecchi ricordi e scene del passato: ci si sente come se di dovessero comunque sopportare, come si ha sempre fatto, fatto e che nulla cambierà. È familiare anche questo;
  • Tanta è la paura di restare da soli che si vorrà sopportare di tutto dal narcisista pur di non essere lasciati;
  • INIBIZIONE EMOTIVA.Si tengono le proprie emozioni ben nascoste e controllate per non disturbare, per non essere inopportuni. Il narcisista si abbandona a insopportabili sfuriate, con la stessa naturalezza con la quale chi ha questo schema resta silenzioso e attonito a sopportare;
  • AUTOSACRIFICIO. “Non devo chiedere nulla per me”, “devo preoccuparmi prima degli altri” dice lo schema. E il narcisista renderà questo atteggiamento ancora più radicato richiedendo attenzioni, sacrifici e premure solo per sé come un diritto acquisito;
  • Chi ha questo schema attivo, ha difficoltà a far valere i propri bisogni e desideri; il narcisista, con i suoi atteggiamenti minacciosi e intimidatori renderà ancora più difficile esprimere rabbia e disappunto.
  • INADEGUATEZZA/VERGOGNA.Quando è attivo, questo schema provoca sensazioni di inadeguatezza e non amabilità; ci si sente dunque in dovere di fare ciò che l’altro si aspetta, di mettersi sempre in discussione, di sentirsi in colpa per ciò che non funziona…
  • STANDARD SEVERI. Figlio dell’inadeguatezza. Quando questo schema è attivo, si cerca di diventare sempre più tenacemente il partner/figlio/amico/collega perfetto facendo sforzi enormi, rinunciando a ciò che si sente nel profondo e tentando di vivere secondo gli standard degli altri

SIMILIA SIMILIBUS…

Osservando gli schemi del narcisista e del partner del narcisista, emergono alcune similitudini: entrambi infatti condividono alcuni schemi disfunzionali.

 

Si tratta degli schemi di: Inadeguatezza/Vergogna, Deprivazione Emotiva, Sfiducia/Abuso e Standard Severi, schemi che originano dalle precoci esperienze di deprivazione di cure amorevoli, accoglimento, protezione e rispetto, riconoscimento e amore incondizionato.  Solo che essi reagiscono al dolore in maniera diversa:

  1. Il narcisista IPERCOMPENSAattraverso la creazione di un GRANDIOSO SENSO DI SÉ e di una barriera di DISTACCO DALLE EMOZIONI (“devo essere assolutamente indipendente, attento a non farmi fregare, distaccato, capace di cavarmela da solo, devo essere il migliore di tutti”)
  2. il PARTNER TIPICO DEL NARCISISTA ha un atteggiamento diverso di reagire agli schemi disfunzionali: la RESA: infatti, si arrende al senso di inadeguatezza e di non amabilità, si arrende alla convinzione che presto verrà abbandonato, si arrende alla voce interna che gli dice “devi fare tutto il necessario per renderti amabile, fare quello che ti chiedono senza creare problemi, devi tollerare tutto dall’altro… o ti lascerà! non sei abbastanza in gamba, devi mettere da parte le tue necessità, devi fare di più…”

Sebbene esistano questi aspetti comuni alla base degli schemi disfunzionali, il narcisista ed il suo partner le esprimono con atteggiamenti complementari, dando vita ad una sorta di “danza degli schemi” potenzialmente infinita e molto dolorosa, all’interno della quale ogni passo dell’uno è il passo complementare dell’altro, alimentando una spirale di insoddisfazione e sofferenza crescenti.

È quindi molto importante conoscere e riconoscere i propri schemi disfunzionali, imparando a capire:

1) QUANDO SI ATTIVA UNO SPECIFICO SCHEMA

2) QUALI SEGNALI INDICANO CHE SI È ATTIVATO: potrebbero essere sensazioni fisiche in particolari parti del corpo come lo stomaco, il petto o la gola…

3) QUALI EMOZIONI E STATI D’ANIMO SI ASSOCIANO AD ESSO: tristezza, paura e ansia, inquietudine, rancore e rabbia, preoccupazione ecc…

4) QUALI RICORDI CI RIEVOCA DAL PASSATO: immagini di episodi dell’infanzia, ricordi di cose accadute molto tempo fa…

5) QUALI COMPORTAMENTI CI SPINGE A METTERE IN ATTO: sottomissione e tolleranza eccesiva, eccessiva dedizione e trascuratezza delle proprie necessità e ragioni, fare di tutto per trattenere l’altro…

6) QUALI CONSEGUENZE SI OTTENGONO CON TALI COMPORTAMENTI: ci accorgeremmo probabilmente che si tratta di comportamenti che non fanno che ripetere sempre la stesa spirale di sofferenza

Una volta comprese queste fasi, è possibile introdurre qualche piccolo e graduale cambiamento a due livelli:

  • Modificando e mettendo in discussione le convinzioni distorte che sono alla base dello schema disfunzionale;
  • Modificando i comportamenti che si era soliti attuare, sostituendoli con azioni più sagge, libere e salutari;
  • Lavorando sulle emozioni legate a specifici ricordi.

Se è possibile imparare a fare questo lavoro su di Sé anche autonomamente, è certamente preferibile chiedere il supporto di un professionista che sia in grado di seguire questo processo con amore e preparazione e che sia soprattutto in grado di trasmettere quell’accoglimento amorevole, quell’accettazione incondizionata e quel senso di “base sicura” che sono venute a mancare nelle prime importanti fasi della vita emotiva.

 Dott.ssa Annalisa Barbier

 

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