Dipendenza affettiva: tipologie e cure

Salute

La DIPENDENZA AFFETTIVA è una modalità patologica di vivere la relazione, in cui la persona dipendente (frequentemente una donna) vive la relazione negando  i propri bisogni ed il proprio spazio vitale pur di non perdere il partner, che considera come principale se non unica fonte di gratificazione, rassicurazione e cura.

Purtroppo, l’esperienza mostra come i partner scelti non siano in grado di offrire una relazione gratificante e matura, poiché spesso si tratta di persone con caratteristiche di indisponibilità alla relazione e con le quali si instaura una relazione insoddisfacente, infelice e dolorosa. Quando non addirittura pericolosa.

L’Associazione americana “Love Addicts Anonymous” (Dipendenti Affettivi Anonimi), indica diverse tipologie di dipendenti affettivi, suddivisi in base alle caratteristiche emotive e comportamentali prevalenti.

  1. Il Dipendente Affettivo Ossessivo: Gli OLA (Obsessed Love Addicts) non riescono a lasciar andare il partner, neanche se questi si mostra innegabilmente non disponibile a livello emotivo o sessuale, se non vuole impegnarsi nel costruire la relazione e portarla avanti nel tempo, se è incapace di comunicare, non amorevole, distante, abusante, controllante, egocentrico ed egoista, o anche quando questi è affetto da una dipendenza: droghe, alcool, sesso, un’altra relazione, gioco d’azzardo, shopping compulsivo ecc.  Queste persone diventano ossessionate dal controllare l’altro, dal pensiero di perderlo o di esserne tradite e non riescono a “mollare la presa” su un partner che non è e molto probabilmente non sarà mai capace di dare loro una relazione stabile, sana e gratificante.
  2. Il Dipendente Affettivo Codipendente: I CLA (Codependent Love Addicts) rappresentano la categoria di dipendenti affettivi maggiormente conosciuta e frequente, mostrando un profilo psicologico e comportamentale piuttosto comune e diffuso. Tendenzialmente, questi individui soffrono di scarsa autostima ed hanno un modo di pensare, sentire e comportarsi piuttosto prevedibile, caratterizzato dal tentativo di compensare la bassa autostima e la condizione di profonda insicurezza interiore con la relazione. Pur di non mettere in discussione la relazione dunque – puntello fondamentale per il loro senso di stabilità e identità –  queste persone mostrano comportamenti eccessivamente indulgenti, permissivi e tolleranti nei confronti del partner e dei suoi comportamenti disfunzionali o spiacevoli (dipendenze, aggressività, abusi, tradimenti). Attraverso l’essere permissivi, il rendersi indispensabili aiutando l’altro anche economicamente, il prendersi cura del partner, l’esercitare modalità di controllo passivo – aggressivo e l’accettazione di abbandono ed abusi, essi cercano di trattenere il partner accanto a sé il più possibile nonostante le sofferenze inflitte e l’insoddisfazione profonda.  In generale, i CLA faranno di tutto per “prendersi cura” dei loro partner nella speranza di non essere lasciati o di essere un giorno ricambiati.
  3. Il Dipendente dalla Relazione: Gli RA (Relationship Addicts), a differenza degli altri dipendenti affettivi, nonostante non siano più innamorati dei loro partners sono incapaci di lasciarli andare e di rinunciare a loro perché sono terrorizzati dalla solitudine e dal timore di non potersela cavare da soli. Solitamente sono così infelici che la loro relazione mette letteralmente a repentaglio la loro salute psicofisica ed il loro benessere emotivo. Anche nel caso in cui i partner li picchino, abusino di loro e siano consapevoli di trovarsi in situazioni pericolose, questa tipologia di dipendenti affettivi non vuole veramente rinunciare al rapporto. Hanno il terrore di rimanere soli. Hanno paura del cambiamento. Non vogliono ferire o abbandonare i loro partner. Tutto ciò può essere descritto come: “Ti odio ma non lasciarmi”.
  4. I Dipendenti Affettivi Narcisisti: Gli NLA (Narcissistic Love Addicts) ricorrono a comportamenti di seduzione, dominazione, svalutazione e manipolazione per controllare e trattenere l’altro nella relazione. A differenza dei codipendenti, che sono disposti a tollerare condizioni relazionali di grande sofferenza e disagio, i dipendenti narcisisti non accondiscendono a nulla che possa interferire con la loro felicità e con l’egoistico raggiungimento dei loro obiettivi. Sono completamente autoreferenziali, incapaci di empatia ed assorbiti da se stessi, e la loro bassa autostima è mascherata dalla grandiosità che ostentano. Questi dipendenti appaiono distaccati ed indifferenti all’altro e alla relazione e frequentemente mettono in atto comportamenti irrispettosi, svalutanti e provocatori verso il partner. Non sembrano affatto essere dipendenti. Raramente ci si può accorgere che gli NLA siano dipendenti finché il partner non cerca di lasciarli. Allora non saranno più distaccati ed indifferenti ma entreranno in uno stato di panico, rabbia ed agitazione ed useranno qualsiasi mezzo a loro disposizione per ricondurre a sé il partner riluttante e ricomporre la relazione: possono diventare nuovamente seduttivi e romantici, fare promesse (che non manterranno), far sentire il partner importante e profondamente amato per un po’… per poi ricominciare il gioco della svalutazione, del potere e del controllo una volta rassicurati che il partner sia di nuovo lì disponibile, dove lo vogliono. In molti casi possono ricorrere all’uso di violenza psicologica e fisica, spaventando e minacciando il partner al punto di renderlo incapace di andarsene per paura delle ritorsioni. Molti psicologi hanno rifiutato l’idea che i narcisisti possano essere dipendenti affettivi: può darsi ciò sia avvenuto perché raramente i narcisisti ricercano un trattamento terapeutico. Tuttavia, se mai capiti di poter vedere come molti narcisisti reagiscono all’abbandono, temuto o reale, ci si accorgerà che certamente essi presentano le caratteristiche del dipendente affettivo.
  5. I Dipendenti Affettivi Ambivalenti: Gli ALA (Ambivalent Love Addicts) soffrono di un disturbo di personalità evitante. Non hanno particolari problemi a lasciar andare il partner ma sono fondamentalmente incapaci di portare avanti la relazione, poiché oscillano tra i due stremi di desiderare profondamente una relazione ed essere contemporaneamente terrorizzati dall’intimità. Questa combinazione di tendenze è deleteria. Gli ALA sono a loro volta divisibili in categorie:
  • Torch-bearers (lett. portatori di una fiamma –o innamorati ardenti): ossessionati da persone non disponibili, o non al corrente del loro amore. Tipicamente questi dipendenti soffrono in silenzio per il loro amore non ricambiato, e si nutrono di fantasie ed illusioni.
  • Sabotatori: distruggono le relazioni quando queste cominciano a diventare serie o in qualsiasi momento venga percepita la paura dell’intimità. Ciò può accadere in qualunque momento, prima del primo appuntamento, dopo il primo appuntamento, dopo il rapporto sessuale, dopo che si sia manifestato il timore dell’impegno.
  • Seduttori Rifiutanti: (Seductive Withholders) sono dei dipendenti affettivi ambivalenti che ricercano una persona solamente quando desiderano un rapporto sessuale o compagnia; non appena percepiscono che la relazione possa divenire più intima, si sentono impauriti o in pericolo cominciano a rifiutare compagnia, sesso, affetto, qualsiasi cosa li renda ansiosi. Se a questo punto lasciano la relazione sono soltanto Sabotatori, se invece continuano a ripetere il modello disponibile/non disponibile possono essere classificati come Seduttori Rifiutanti.
  • Dipendenti Romantici: questa tipologia di dipendenti dipende da più partners; diversamente dai dipendenti dal sesso – i quali cercano di evitare del tutto il legame e non ne sono affatto interessati – i Dipendenti romantici si legano ad ognuno dei loro partners – anche se on grado diverso – con legami e relazioni brevi e simultanei. Il loro scopo, insieme alla ricerca dell’intensità romantica e passionale, è quello di evitare l’impegno ed il legame su un piano più profondo con un solo partner.

La dipendenza affettiva è una condizione psicologica, una modalità relazionale che può portare molta sofferenza, ma può essere trattata con successo ricorrendo al supporto di professionisti preparati, che insegnino ad avere maggiore cura e rispetto di sé, a rinforzare il proprio senso di identità o un’autostima debole, a scegliere partner più giusti e adeguati ai propri bisogni e ad imparare e mettere in pratica comportamenti più efficaci e funzionali, per costruire un rapporto più sano e gratificante con se stessi e con il partner. 

Dott.ssa Annalisa Barbier

 

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