Come è perché il governo ha rischiato la crisi su migranti e Ong

Politica

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Graziano Delrio contro Marco Minniti. Così il governo guidato da Paolo Gentiloni ha rischiato di cadere sulla questione del contrasto dell’immigrazione clandestina. Tutto si è risolto con l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Sono state ore di grande tensione per l’esecutivo. Giornate infuocate e non solo per le torride temperature. A mettere nei guai Gentiloni è la divergenza di vedute tra due pesi massimi del suo esecutivo che nasce dalle differenze politiche e culturali tra i due ministri. Da una parte Minniti, ex Pci, Pds, Ds, Pd e dall’altra Delrio con una solida cultura politica imbevuta di cattolicesimo liberale.

Dopo l’episodio della nave di Medici senza frontiere (Msf) alla quale è stato impedito di entrare nelle acque italiane per il trasbordo dei migranti soccorsi, si è acceso lo scontro politico sul codice di condotta delle Ong.

«Chi non ha firmato il Codice di condotta non potrà far parte del sistema di salvataggio che risponde all’Italia», ha detto l’altro giorno il ministro Minniti, e infatti la nave Prudence di Medici senza Frontiere – una delle Ong che non ha sottoscritto il documento – non è entrata nelle acque territoriali italiane per trasbordare i 127 migranti che aveva soccorso. Si è fermata a 33 miglia da Lampedusa e qui è avvenuto il trasferimento su due motovedette della Guardia costiera. In pratica, la stessa procedura attuata molte altre volte in passato, tant’è che la stessa Msf precisa che «tutto si è svolto in modo regolare. Noi continuiamo a lavorare, a stare in mare per salvare persone. Continuiamo a collaborare con la Guardia Costiera, come abbiamo sempre fatto. Se ci sono nuove modalità operative, ci adatteremo. Per noi va bene così, anche se ora ci coinvolgono meno per i soccorsi».

Minniti contro Delrio – Secondo quanto disposto dal Ministero dell’interno, in caso di richiesta di autorizzazione a entrare in un porto italiano da parte di una nave di una Ong che non ha sottoscritto il Codice, non ci deve essere risposta: il dicastero infatti è competente solo per quanto succede sulla terraferma. La competenza in mare è del ministero dei Trasporti che potrà scegliere a quale porto indirizzare l’imbarcazione, ma senza garantire la certezza che venga poi attivata la procedura per il fotosegnalamento dei migranti e il loro trasferimento nelle strutture di prima accoglienza.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha manifestato grande apprezzamento per l’impegno profuso in queste settimane dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, particolarmente riguardo al governo del fenomeno migratorio. E’ quanto trapela dagli ambienti del Quirinale. Apprezzato, inoltre, anche il valore del codice di condotta per le Ong, condiviso con larga convergenza in sede parlamentare.

Al momento il premier Paolo Gentiloni non ha preso una decisione definitiva e fa da mediatore tra i due dicasteri con posizioni opppste (uno a favore di una applicazione rigida del codice per le Ong, l’altro per una prassi più morbida). Come fonti vicine al presidente del Consiglio dichiarano al Corriere della Sera, il Codice delle Ong adottato dal nostro governo, in sintonia con l’Unione Europea, non autorizza una stretta se con sui controlli di sicurezza e trasparenza delle imbarcazioni che salvano migranti, ma non consente all’Italia di chiudere i porti.

Del resto, uno dei due punti del Codice contestati da Msf – oltre a consentire la presenza a bordo di poliziotti armati – è proprio quello secondo cui le navi di soccorso devono concludere la loro operazione sbarcando i naufraghi nel porto sicuro di destinazione, e non trasferendoli su altre navi. Non firmando il codice, però, e di fatto non potendo accedere ai porti italiani, il trasbordo dei migranti in alto mare diventa inevitabile.

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