Il biotestamento è in vigore ma i problemi non mancano: come si fa

Politica

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E’ entrata in vigore oggi, 31 gennaio, la legge sul biotestamento. Ma i problemi non mancano. “Da oggi – afferma il segretario Filomena Gallo, candidata nella lista ‘Più Europa con Emma Bonino’ – siamo mobilitati per impedire che la legge sia frenata dalla disinformazione, dai mille ostacoli burocratici e dal boicottaggio da parte di certi poteri.

In particolare, chiediamo alle istituzioni a ogni livello di informare correttamente i cittadini sui loro nuovi diritti; chiediamo alle Regioni di inserire le Disposizioni anticipate di trattamento nella tessera sanitaria e ci prepariamo a presentare denunce penali contro eventuali provvedimenti di questo o dei futuri Governi, che mirassero a introdurre inesistenti possibilità di imposizione di coscienza da parte delle strutture sanitarie private sulla pelle dei cittadini malati”.

L’associazione Coscioni già si è attivata per “impedire sabotaggio e imposizione di coscienza”, preannunciando “ricorsi contro eventuali atti governativi contrari alla normativa”.

ISTRUZIONI – “Se sei maggiorenne e capace di intendere e volere puoi – spiega l’associazione Coscioni che ha diffuso ieri il vademecum sulle Dat – puoi fare il tuo biotestamento, indicando i trattamenti sanitari che vorresti ricevere e quelli ai quali rinunceresti nel caso in cui non fossi più in grado di esprimere e prendere decisioni autonomamente. Con il biotestamento – si precisa – non si possono esigere trattamenti sanitari contrari alle leggi”.

REDIGERE LE DAT –Puoi scrivere un testo di tuo pugno; puoi scaricare e compilare il nostro modulo; puoi modificare il nostro modulo secondo le tue necessità ed esigenze”. Se  impossibilitato per cause di forze maggiore quali la malattia in uno stadio avanzato e invalidante, “puoi esprimere le tue volontà attraverso una videoregistrazione e/o con dispositivi tecnologici che consentono alle persone con disabilità di comunicare. Potrai rinnovare, modificare o revocare le tue Dat in ogni momento”, ricorda ancora l’associazione puntualizzando che “il testamento biologico è esente dall’obbligo di registrazione tributaria, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto o tassa”.

FIDUCIARIO –  “La legge auspica, ma non obbliga, che ogni persona, nel momento in cui sottoscrive il proprio biotestamento, deleghi un fiduciario che si assuma la responsabilità di interpretare le Dat contenute nel biotestamento, anche alla luce dei cambiamenti intercorsi nel tempo e di possibili nuove prospettive offerte dalla medicina. Qualsiasi persona maggiorenne e capace di intendere e volere può ricoprire il ruolo di fiduciario accettando la nomina. Nel caso di malattia già in corso, ti suggeriamo di indicare una persona che abbia seguito da vicino, nei diversi e drammatici aspetti, il tuo decorso e che abbia con te un rapporto solido e continuo, anche affettivo”.

“L’accettazione della nomina di fiduciario – prosegue l’associazione Coscioni – avviene attraverso la sottoscrizione delle Dat o con atto successivo che sarà allegato al testamento biologico. Il tuo fiduciario dovrà possedere una copia del tuo biotestamento” e “avrà quindi il potere di attualizzare, in accordo con il personale sanitario, le disposizioni che avrai indicato”.

“Nei casi in cui le tue Dat appaiano palesemente incongrue, non corrispondenti alla tua condizione clinica, o qualora emergano nuove terapie, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle tue condizioni di vita – si nota nel vademecum – il fiduciario potrà autorizzare i medici a non rispettare le tue volontà”.

AUTENTICAZIONE – E’ possibile autenticare il biotestamento “con atto pubblico (atto redatto con un funzionario pubblico designato o attraverso un qualsiasi pubblico ufficiale, come un notaio); con una scrittura privata autenticata (da un funzionario pubblico designato dal tuo Comune o da un qualsiasi pubblico ufficiale, come un notaio) da te custodita; con scrittura privata consegnata personalmente all’ufficio dello stato civile del tuo Comune di residenza (ufficio che, se istituito, provvede all’annotazione in un apposito registro); nelle strutture sanitarie, qualora la Regione di residenza ne regolamenti la raccolta”.

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Marta Moriconi
Coordinatore di Redazione

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